(ats) Le imprese dovrebbero essere incoraggiate a costituire riserve per meglio affrontare future crisi. Il Consiglio nazionale ha adottato - con 70 voti contro 55 e 10 astenuti - una mozione in tal senso di Olivier Feller (PLR/VD).

La Svizzera ha approvato nel 1985 una legge federale che incoraggia le imprese a costituire un cuscinetto di emergenza in seguito alla crisi dell'industria orologiera, ha indicato l'autore della mozione. Concretamente le aziende che occupavano almeno 20 lavoratori potevano destinare alle riserve una parte dell'utile netto annuale (al massimo il 15%) che andava depositata su un conto bloccato presso una banca e veniva dedotta dall'imposta sull'utile.

La legge è stata tuttavia abrogata nel 2015. Feller la trovava comunque interessante. A suo avviso, occorrerebbe ispirarsi a tale principio per istituirne una nuova. Il suo campo di applicazione potrebbe essere esteso alle crisi sanitarie, alle catastrofi naturali e alle crisi economiche al di fuori della Svizzera e di includervi i lavoratori indipendenti e tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, a condizione che impieghino almeno un dipendente.

Il ministro dell'economia Guy Parmelin si è opposto invano alla mozione. "Le imprese possono già agire in vari modi per accrescere la loro resilienza", ha sottolineato il consigliere federale. A suo avviso, i vantaggi fiscali indotti creerebbero una distorsione della concorrenza. Sarebbero principalmente le grandi imprese, che dispongono già di solide riserve, ad approfittare maggiormente della nuova legge.

Ma, al voto, la maggioranza del plenum non l'ha seguito.