Attualmente il diritto è d'ostacolo perché la temperatura delle acque profonde può essere modificata al massimo di tre gradi centigradi. Per Jauslin, il potenziale geotermico del sottosuolo, compreso lo stoccaggio stagionale di calore, costituisce uno strumento per abbattere le emissioni di CO2.
Nell'atto parlamentare il liberale radicale spiega che il calore generato durante l'anno ad esempio da impianti di trattamento dei rifiuti, processi industriali e centri di calcolo potrebbe essere stoccato nell'acqua del sottosuolo.
L'Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) stabilisce che la temperatura delle acque sotterranee non può variare di più di tre gradi a causa dell'apporto o del prelievo termico. Con la modifica proposta, le acque non adatte al consumo, in particolare quelle a grandi profondità, potranno essere utilizzate per produrre energia termica. L'acqua potabile e i biotopi che dipendono dalle acque profonde continueranno invece a essere protetti come finora, ha ricordato Lisa Mazzone (Verdi/GE) a nome della commissione, che ha ottenuto anche il sostegno da parte del consigliere federale Albert Rösti.
Nel confronto internazionale, il limite di temperatura in Svizzera è estremamente basso. Austria, Francia, Germania e Regno Unito hanno una tolleranza compresa tra sei e undici gradi. Diversi paesi europei consentono oscillazioni temporanee della temperatura persino tra i 15 e i 23 gradi, ricorda Jauslin nel testo dell'atto parlamentare.
Stando all'argoviese, l'energia termica stoccata da attività industriali consentirebbe di coprire il 30% del maggiore fabbisogno di elettricità durante i mesi invernali.