Oltre a dubitare che il progetto sia in grado di garantire la certezza del diritto nei casi controversi, il relatore commissionale Thomas Hefti (PLR/GL) ha evidenziato come nella stragrande maggioranza dei casi la normativa proposta non sia necessaria visto che la successione d'imprese si realizza di comune accordo.
Col suo progetto licenziato un anno fa, il Governo intende riformare il Codice civile al fine di garantire maggiore stabilità alle PMI. Sebbene da gennaio 2022 la trasmissione di imprese risulti più flessibile, facilitando il passaggio dal titolare dell'azienda all'erede o al terzo di sua scelta, sussistono altre difficoltà specifiche che i titolari di imprese e i loro eredi incontrano nel processo di successione.
Ogni anno fino a 16'000 imprese devono affrontare una successione. Secondo le stime, 3400 di queste possono andare incontro a problemi di finanziamento a causa della normativa di diritto successorio. Le misure legislative elaborate dall'esecutivo mirano a migliorare questa situazione insoddisfacente.
In particolare, un erede dovrebbe poter rilevare l'impresa anche se il defunto non ha preso alcuna disposizione in merito. In futuro il giudice dovrebbe inoltre poter attribuire l'intera azienda a un erede. In tal modo si intende evitare la frammentazione o la chiusura in particolare proprio delle PMI.
Il dossier passa ora al Consiglio nazionale. Qualora dovesse anch'esso rifiutare l'entrata in materia, la revisione sarebbe definitivamente affossata.