(ats) Dopo Hamas, anche la milizia sciita libanese Hezbollah deve essere vietata, in quanto organizzazione terroristica radicale. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, approvando con 126 a 20 e 41 astensioni, una mozione in tal senso della sua commissione per la politica di sicurezza. Il dossier va agli Stati, che si è già espresso su un oggetto simile.

Hezbollah è responsabile di numerosi atti di violenza e violazioni dei diritti umani, ha affermato David Zuberbühler (UDC/AR) a nome della commissione preparatoria, ricordando che è considerata organizzazione terroristica, per esempio, dagli Stati Uniti, la Germania, il Canada, l'UE e la maggior parte degli Stati arabi.

Nell'attuale contesto geopolitico, Hezbollah rappresenta "una grave minaccia" per la sicurezza nella regione, ma anche nel mondo, e in Svizzera, ha aggiunto, sempre a nome della commissione, Jacqueline de Quattro (PLR/VD).

Il Consiglio federale era contrario, e ha ricordato che non possiede la competenza globale per il divieto di organizzazioni. Per essere vietata, un'organizzazione deve direttamente o indirettamente propagare, sostenere o favorire in altro modo attività terroristiche o di estremismo violento e in questo modo minacciare concretamente la sicurezza interna o esterna.

Inoltre, il divieto deve fondarsi su una decisione delle Nazioni Unite (ONU) che sancisce un divieto o sanzioni. Siccome l’ONU non ha emanato alcuna decisione concernente Hezbollah, almeno una delle due condizioni fondamentali summenzionate non è adempiuta, ha rilevato il governo.

Durante il dibattito, il ministro di giustizia Beat Jans ha chiesto moderazione, pur riconoscendo che Hezbollah è un'organizzazione "problematica". Ne va della credibilità della Svizzera, uno Stato neutrale "che può aiutare a costruire ponti", ha affermato, aggiungendo che è preferibile puntare sulla mediazione piuttosto che sul divieto.

Il suo punto di vista è però stato seguito solo dai Verdi. Il Partito socialista si è astenuto. Da sinistra si è chiesto invano il rinvio in commissione della mozione e, in aggiunta, un rapporto della della commissione della politica estera. Da più parti è stato manifestato il timore che il ruolo della Svizzera nei colloqui di pace e la prosecuzione del cessate il fuoco in Libano potrebbero essere compromessi.