(ats) Il parlamento è sostanzialmente favorevole alla revisione della legge sulle dogane che regola, tra l'altro, il porto dell'arma di servizio dei dipendenti attivi in seno all'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC). Il dossier ritorna alla camera del popolo per le divergenze.

Dopo un lungo dibattito, il Consiglio degli Stati ha infine approvato la legge quasi all'unanimità (4 astensioni).

"È necessaria una revisione sostanziale delle norme legali sulle dogane", ha dichiarato Thierry Burkart (PLR/AG) a nome della commissione preparatoria all'inizio dei dibattiti. La fusione tra la dogana e il controllo delle frontiere necessita di un nuovo quadro giuridico, ha sottolineato il "senatore" argoviese.

C'è anche il desiderio di semplificare le procedure doganali. Ad esempio, è stato deciso che i dipendenti dell'UDSC potranno portare armi durante le ispezioni. Il prerequisito è che sussista una minaccia e che abbiano completato una formazione adeguata.

Nel corso dell'esame di questo corposo dossier (quasi 500 pagine), i "senatori" hanno ritoccato qua e là il progetto di legge. Le divergenze col Nazionale riguardano, ad esempio, le società di import-export. Quest'ultime, stando ai "senatori", non dovrebbero poter delegare lo sdoganamento dei pacchi ai clienti.

"Se ciò fosse permesso - ha sostenuto Burkart - ciò potrebbe comportare ritardi nelle consegne, problemi logistici e un aumento della burocrazia". Una riflessione condivisa anche dalla "ministra" delle einanze, Karin Keller-Sutter. La Posta o altre società di recapito dovrebbero sempre verificare in anticipo se il consumatore si occupa personalmente dello sdoganamento. Nel frattempo, i pacchi dovrebbero rimanere in magazzino, ha spiegato la consigliera federale sangallese.

Al pari della Camera del popolo, anche quella dei Cantoni ha voluto fare un gesto a favore del settore agroalimentare. Con 22 voti a 17 ha stabilito che i proventi generati dalla vendita all'asta dei contingenti tariffari dovrebbero essere considerati come un dazio all'importazione. Ciò consentirà alle aziende di essere rimborsate quando le merci vengono riesportate, in particolare quelle del settore della carne.

Infine, nel contesto dei controlli di frontiera, e in sintonia con quanto stabilito dal Nazionale, i "senatori" hanno deciso che i doganieri potranno prelevare e confrontare i profili di DNA al di fuori di un procedimento penale.