Ciò che risulta problematico, ha sostenuto in aula il vallesano - è il fatto che in Svizzera tutte le persone, indipendentemente dal loro statuto di soggiorno, quindi anche i migranti illegali, abbiano accesso fin dal primo giorno all'intero catalogo di prestazioni del nostro sistema sanitario. "Ciò è ingiusto nei confronti della popolazione che per anni paga i premi senza ricorrere al sistema sanitario", ha aggiunto. Graber ha poi fatto l'esempio della Germania, dove gli asilanti non sono assicurati nei primi 36 mesi: l'assistenza sanitaria è garantita dai Comuni tramite buoni di cura.
Questa proposta non permette in alcun modo al sistema sanitario di conseguire dei risparmi, ha replicato Giorgio Fonio (Centro/TI) a nome della commissione. "Nella narrazione comune si pensa che i richiedenti l'asilo generino costi superiori per l'assicurazione malattia rispetto ad altre categorie della popolazione, questo però, ve lo posso confermare, non è assolutamente vero", ha precisato il ticinese cifre alla mano.
Anche l'idea di seguire il modello tedesco non è ottimale, in quanto genererebbe molta burocrazia, in quanto le cure verrebbero erogate solo dopo una richiesta formale, ha spiegato Fonio. Vi è poi un problema per quanto riguarda il rispetto della nostra Costituzione federale, in particolare dei principi di parità di trattamento e del diritto all'aiuto in situazione di bisogno.