A Belgrado la presidente del Consiglio nazionale ha incontrato il suo omologo serbo Ivica Dačić e il presidente della Repubblica Aleksandar Vučić, oltre alla prima ministra Ana Brnabić e al ministro delle finanze Siniša Mali. Negli incontri si è discusso principalmente delle conseguenze e dell’impatto della situazione sanitaria causata dal COVID-19, dello stato del dialogo tra Belgrado e Pristina, dell’aiuto apportato dalla Svizzera nel quadro della cooperazione allo sviluppo, nonché del processo di adesione all’Unione europea.
La Serbia è un Paese prioritario per la Svizzera in materia di cooperazione e sviluppo. Isabelle Moret si è recata nelle città di Niš e di Paraćin dove si è intrattenuta con le autorità locali sull’aiuto svizzero prestato in Serbia a livello regionale. Ha inoltre visitato il progetto di e-parliament dell’Assemblea della città di Niš, destinato a migliorare e a promuovere la trasparenza e il dialogo parlamentare. Sempre a Niš la delegazione si è recata al Science and Technology Park, sostenuto dalla Svizzera nel quadro della promozione dell’economia serba con l’intento di garantire un aumento dei redditi e la creazione di impieghi in un Paese che continua tuttora a essere caratterizzato dalla fuga di cervelli. Isabelle Moret si è poi recata nella città di Paraćin, duramente afflitta dalle inondazioni nel 2014, dove ha potuto constatare lo stato di avanzamento dei lavori di innalzamento dei sette ponti stradali e pedonali. Ha inoltre visitato il cantiere di un edificio scolastico in fase di rinnovo nel quadro di un progetto che aiuta le città e le municipalità ad avvicinarsi alla certificazione European Energy Award e a migliorare la loro gestione ed efficacia.
L’ultimo incontro a livello presidenziale con la Serbia risale al 2016, quando l’allora presidente del Consiglio nazionale, Christa Markwalder (PLR/BE) aveva ricevuto la sua omologa serba in carica a quel momento (link). La visita in Serbia di Isabelle Moret ha costituito il primo incontro ufficiale per il presidente del Parlamento serbo dopo la sua elezione e si è svolta pochi giorni dopo che a fine ottobre la prima ministra Ana Brnabić aveva nominato il nuovo Governo.
Poco prima della visita in Kosovo della presidente del Consiglio nazionale, Isabelle Moret, il presidente della Repubblica, Hashim Thaçi, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato incolpato di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità dalle camere speciali all’Aia. Conformemente alle disposizioni della Costituzione del Kosovo, la presidente del Parlamento kosovaro Vjosa Osmani è divenuta presidente della Repubblica ad interim ed è in questa sua duplice funzione che ha ricevuto Isabelle Moret in Kosovo. L’ultimo incontro a livello presidenziale con il Kosovo ha avuto luogo nel 2013 quando l’allora presidente del Consiglio nazionale (PES, BL) vi aveva svolto una visita di reciprocità con una delegazione del Parlamento svizzero (link).
A Pristina la presidente del Consiglio nazionale ha incontrato anche il primo ministro Avdullah Hoti. Le discussioni con gli interlocutori kosovari sono state incentrate sulla situazione sanitaria e politica, sulla normalizzazione delle relazioni con la Serbia, sul sostegno svizzero nel Paese e sul processo di integrazione europea. In relazione con la crisi sanitaria, Isabelle Moret ha inoltre avuto colloqui con membri della commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale sulla gestione della pandemia di COVID-19.
Nelle municipalità di Mitrovica Sud, Mitrovica Nord e Prizren, Isabelle Moret si è intrattenuta con il comandante della Swisscoy e i membri dellla Liaison and Monitoring Team (LMT) per fare il punto sull’impegno della Svizzera presso la missione internazionale di mantenimento della pace KFOR della NATO.
A Pristina la presidente del Consiglio nazionale è stata ricevuta dalla direttrice del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS) e dalle rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e della Banca mondiale, con le quali ha stilato un bilancio dell’aiuto internazionale e delle sfide connesse con il COVID-19. La Svizzera rientra fra i principali Paesi partner e donatori del Kosovo. Ha inoltre stanziato per il tramite del PNUS 500 000 euro per l’acquisto di ventilatori e di test COVID-19.
Al pari della Serbia, il Kosovo figura fra i Paesi prioritari della Svizzera in materia di cooperazione e sviluppo. Isabelle Moret ha quindi visitato a Suhareka un progetto per l’approvvigionamento idrico sostenuto dalla Svizzera, di cui beneficiano circa 5’300 persone. Nel villaggio di Krusha e Madhe la presidente del Consiglio nazionale ha inoltre visitato una cooperativa istituita per sostenere le vedove di guerra nel rendersi economicamente indipendenti e ha deposto un omaggio floreale presso il monumento in memoria delle vittime di guerra del villaggio e delle persone che risultano tuttora scomparse. La visita al monumento e la deposizione della corona di fiori sono state l’occasione per testimoniare l’impegno della Svizzera nel Kosovo in favore della rielaborazione del passato e, in particolare, delle persone scomparse.
La presidente del Consiglio nazionale è stata accompagnata in Serbia e in Kosovo dal consigliere nazionale Mauro Tuena (UDC/ZH), vice presidente della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale.