La legge sulla Posta, che verrà discussa alla Camera dei cantoni il prossimo primo dicembre, è stata adottata con 8 voti contro 1 e 3 astenuti, ha sottolineato oggi ai giornalisti il presidente della CTT-CSt Peter Bieri (PPD/ZG). La maggioranza della commissione ha dunque ribadito la sua precedente decisione di aprire il settore postale in due tempi, con una liberalizzazione totale a partire dal 2013.
L'aiuto alla stampa ha suscitato un vivo dibattito. Alla fine, la CTT-CSt ha deciso di andare più lontano rispetto alla proposta del Consiglio federale. Il governo voleva infatti sopprimere la somma di 10 milioni di franchi destinati alla stampa associativa a partire dal 2012 e quella di 20 milioni per i giornali locali e regionali dal 2015.
La commissione degli Stati ha tolto queste scadenze, «anche se rischiano di ritornare sul tappeto durante il prossimo programma di risparmi», ha ammesso Bieri. Tuttavia, la maggioranza ha respinto una proposta che voleva portare a 20 milioni la somma destinata alla stampa associativa e a 30 quella per i giornali regionali.
Per quanto riguarda il finanziamento del servizio universale, la commissione si è associata al progetto governativo secondo cui la Posta deve coprire i propri costi. Tuttavia, qualora il gigante giallo dimostrasse la necessità di una compensazione finanziaria, una tassa potrebbe essere riscossa anche presso tutti gli altri fornitori di servizi postali. Nel caso in cui questa tassa non bastasse, spetterebbe alla Confederazione sobbarcarsi i costi, ma solo «provvisoriamente».
La legge sull'organizzazione postale - ha proseguito Bieri - è stata approvata all'unanimità. Da segnalare che i commissari
favorevoli a una banca postale hanno rinunciato a proporre la concessione di una tale licenza per Postfinance. «La Camera dei cantoni ha già più volte respinto a larga maggioranza progetti di questo tipo nel recente passato», ha ricordato il consigliere agli Stati democristiano.
Reazioni negative ma per ragioni differenti
Le decisioni comunicate oggi dalla commissione degli Stati hanno suscitato reazioni negative, ma per ragioni diametralmente opposte. Secondo il sindacato della comunicazione, la legge sulla Posta «si spinge troppo in là». Se l'apertura totale del mercato resterà nella revisione della legge, il sindacato lancerà un referendum, indica una nota odierna. Dal canto suo, economiesuisse avrebbe voluto una liberalizzazione totale «da subito». Agli ambienti economici non è piaciuto il tentennamento della commissione su questo punto.
Infine, per l'associazione del personale del servizio pubblico transfair, una cosa è chiara: «fintanto che non si troverà una
soluzione migliore per il finanziamento del servizio di base, l'abolizione del monopolio sulle lettere è fuori discussione».