In sede di esame dell'oggetto summenzionato, la CIP-S ha prestato particolare attenzione alle varie esigenze dei Cantoni. Con 10 voti e un'astensione, ha quindi proposto al proprio Consiglio di riconoscere a questi ultimi la facoltà di prevedere, oltre ai criteri minimi previsti dalla legge sulla cittadinanza, criteri d'integrazione supplementari, ad esempio la conoscenza della lingua parlata nel luogo di domicilio.
La Commissione ha inoltre ritenuto sproporzionato il criterio d'integrazione previsto dal Consiglio nazionale, secondo il quale il richiedente deve essere in grado di esprimersi correntemente, oralmente e per scritto, in una lingua nazionale. Con 6 voti contro 5, la Commissione propone invece che il richiedente debba potersi esprimere correntemente nella vita quotidiana in una lingua nazionale.
Per quanto riguarda la naturalizzazione agevolata, con 9 voti contro 2 la Commissione propone di accogliere la proposta del Consiglio federale, secondo cui i criteri d'integrazione previsti per la naturalizzazione ordinaria devono essere presi in esame, ma non devono essere adempiuti, come invece deciso dal Consiglio nazionale.
Con 6 voti contro 5, la Commissione ha inoltre deciso che è sufficiente dimostrare un soggiorno complessivo di otto anni in Svizzera, in luogo dei dieci anni previsti dal Consiglio nazionale, perché possa essere concessa l'autorizzazione federale di naturalizzazione. La Commissione ha invece accolto con favore la modifica apportata dalla Camera bassa, in virtù della quale il richiedente deve aver soggiornato in Svizzera per almeno tre dei cinque anni precedenti il deposito della domanda. A differenza del Consiglio nazionale, la CIP-S ritiene che nella durata del soggiorno debba essere computato anche il soggiorno effettuato in virtù di un'ammissione provvisoria. Con 10 voti contro 2 propone dunque di uniformarsi su questo punto al disegno del Consiglio federale.
La Commissione è infine dell'avviso che gli anni trascorsi in Svizzera dal richiedente tra il 10° e il 20° anno d’età debbano contare doppio, come prevedono del resto sia il diritto vigente, sia il disegno del Consiglio federale. Con 8 voti contro 4, la Commissione si è quindi opposta allo stralcio di tale disposizione da parte del Consiglio nazionale.
Nella votazione sul complesso, la CIP-S ha approvato il disegno di revisione totale della legge sulla cittadinanza con 9 voti contro 2.
La Commissione ha inoltre esaminato l'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa" (12.098 n), presentata dall'Unione democratica di centro, e con 9 voti contro 2 propone di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingerla. La CIP-S condivide ampiamente le motivazioni addotte dalla maggioranza del Consiglio nazionale, secondo cui, dal 2002 a questa parte, la Svizzera ha tratto dalla libera circolazione delle persone vantaggi di gran lunga superiori agli eventuali inconvenienti. Oltre a comportare per l'economia e l'amministrazione un notevole e anacronistico aggravio burocratico, la reintroduzione dei contingenti violerebbe l'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone e provocherebbe in ultima analisi la risoluzione di tutti gli accordi bilaterali. La minoranza della Commissione ritiene invece indispensabile che la Svizzera contrasti gli effetti indesiderati dell'immigrazione sul mercato dell'alloggio e sulle assicurazioni sociali e, grazie ai contingenti, riacquisti il controllo sull'immigrazione. Prima di deliberare, la Commissione ha sentito il comitato d'iniziativa, che peraltro aveva già potuto esporre il proprio punto di vista alla Commissione omologa del Consiglio nazionale.
Berna, 3 settembre 2013 Servizi del Parlamento