Dopo aver sentito il comitato promotore dell’Iniziativa sulla trasparenza, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-CS) ha deciso di incaricare l’Amministrazione di indicarle quali siano le possibilità di opporre un controprogetto all’iniziativa popolare.

Depositata il 10 ottobre 2017, l’Iniziativa sulla trasparenza chiede che partiti e comitati rendano trasparenti le proprie finanze. Secondo l’iniziativa, i partiti dovrebbero comunicare annualmente alla Cancelleria federale i loro bilanci e conti economici nonché la provenienza delle donazioni superiori a 10 000 franchi. Anche persone e comitati che impiegano più di 100 000 franchi in una campagna dovrebbero rendere pubblico il loro preventivo e dichiarare importanti donazioni. La Cancelleria federale sarebbe responsabile della pubblicazione annuale di queste informazioni (18.070 s Per più trasparenza nel finanziamento della politica [Iniziativa sulla trasparenza]).

Con 5 voti contro 4, la CIP-CS ha deciso di incaricare l’Amministrazione di studiare le possibilità di opporre un controprogetto all’iniziativa. In gennaio la Commissione vorrebbe decidere se elaborare un controprogetto diretto o indiretto all’iniziativa popolare. La Commissione riconosce che è necessario intervenire nell’ambito della trasparenza sul finanziamento dei partiti e dei comitati, ma si chiede se le regole proposte dall’iniziativa siano davvero appropriate. Ad esempio, è il caso di chiedersi se un obbligo di pubblicità così come chiesto dagli iniziativisti non comporti il rischio che taluni donatori si ritirino. Si è inoltre evocato il rischio che le disposizioni dell’iniziativa possano essere facilmente eluse, ad esempio attraverso l’impiego di intermediari o l’aiuto di persone giuridiche.

La minoranza della Commissione si è espressa contro ulteriori chiarimenti, dato che non ravvisa alcuna necessità di intervenire in materia. L’esperienza ha mostrato che l’influsso del denaro su votazioni ed elezioni non deve essere sopravvalutato. Per questa ragione ritiene che un’iniziativa di tale portata non sia efficace.

Anche la Commissione del Consiglio degli Stati è contraria all’approvazione del Patto mondiale ONU per la migrazione

Come la Commissione omologa del Consiglio nazionale, anche la CIP-CS è stata consultata in merito al Patto mondiale delle Nazioni Unite per la migrazione (Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration; GCM), giungendo alla stessa conclusione. Come la CIP-CN, la CIP-CS raccomanda infatti al Consiglio federale con 8 voti contro 2 e un’astensione di non approvare questo Patto in occasione della conferenza del 10 e 11 dicembre in Marocco. Anche la CIP-CS ritiene che l’incertezza riguardo alle ripercussioni politiche di questo Patto sia troppo grande e che una sua approvazione sia prematura.

La Commissione ha dunque deciso con 7 voti contro 4 di depositare una mozione di commissione (18.4103 s) dello stesso tenore della mozione presentata dalla CIP-CN (18.4093 n). Questa mozione incarica il Consiglio federale di non approvare come previsto il Patto ONU per la migrazione, ma di sottoporre al Parlamento una proposta di approvazione sotto forma di decreto federale. In questo modo si consente all’Assemblea federale di esprimersi in merito a questo documento. Non è ancora stato deciso se il decreto federale dovrà in seguito sottostare anche a referendum facoltativo.

La minoranza della Commissione ha respinto questa mozione poiché l’approvazione del Patto per la migrazione compete al Consiglio federale e di conseguenza spetta a quest’ultimo decidere.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Pascale Bruderer Wyss (PS/AG), la Commissione si è riunita a Berna l’8 novembre 2018.