La proposta di non entrata in materia è stata respinta con 20 voti contro 3 e 2 astensioni. Con 22 voti contro 3, la CPS-N ha respinto una proposta di rinvio con la quale si intendeva incaricare il Consiglio federale di far sì che il sostegno finanziario per il promovimento civile della pace fosse pari a quello previsto per l’impiego della Swisscoy. Con 18 voti contro 7 sono inoltre state respinte delle proposte che chiedevano di stralciare un aumento dell’effettivo, limitato nel tempo, di al massimo 50 militi, rispettivamente di aumentare il contingente, se necessario e in modo illimitato nel tempo, di 60 militi. Con 17 voti contro 6 e 1 astensione, la Commissione ha respinto la proposta di prorogare il mandato della Swisscoy per un ultimo periodo e terminarlo definitivamente al più tardi alla fine del 2026. Infine, con 18 voti contro 7 ha anche respinto la proposta di sottoporre il progetto a referendum. Tutte le proposte respinte sono sostenute da minoranze.
La maggioranza della Commissione ritiene che la situazione in Kosovo continui a richiedere la presenza della KFOR e che l’impiego della Swisscoy sia ragionevole, necessario e non ponga problemi dal profilo del diritto della neutralità. Alla luce delle tensioni persistenti nella regione, ritiene inoltre giustificato accordare al Consiglio federale la competenza di aumentare eventualmente il contingente. Considerata la forte presenza in Svizzera di persone di origine kosovara, la Svizzera ha interesse a contribuire alla stabilità del Kosovo e dei Balcani occidentali. La maggioranza rileva inoltre che per consentire alla cooperazione civile allo sviluppo di operare è necessario promuovere la pace con risorse militari. Sottolinea infine che la Svizzera, con la sua partecipazione, ha la possibilità di dimostrare la sua fattiva solidarietà internazionale e di trarre tutti i vantaggi della sua neutralità.
La minoranza che propone la non entrata in materia reputa che sia fondamentalmente sbagliato che la Svizzera, in quanto Paese neutrale, mantenga un impiego militare all’estero. La minoranza che sostiene la proposta di rinvio riconosce l’effetto stabilizzatore della KFOR, ma ritiene indispensabile un contemporaneo rafforzamento della cooperazione civile allo sviluppo. In considerazione del fatto che il mandato della Swisscoy dura ormai dal 1999, un'altra minoranza ritiene che sia obbligatorio sottoporre il decreto federale a referendum. La minoranza che chiede la cessazione definitiva del mandato della Swisscoy per la fine del 2026 vuole impedire che esso diventi un mandato permanente.
Il Consiglio nazionale tratterà il progetto (22.072) in occasione della sessione estiva. Il Consiglio degli Stati lo ha approvato nella sessione primaverile senza apportarvi alcuna modifica.
Sì al credito quadro per tre Centri ginevrini
Attraverso l’oggetto 22.081, il Consiglio federale propone di accogliere la richiesta di un credito quadro di 129,7 milioni di franchi per il periodo 2024-2027 per garantire il proseguimento del sostegno della Confederazione ai tre Centri ginevrini. I beneficiari del sostegno sono il Centro per la politica di sicurezza (GCSP), il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD) e il Centro per la governance del settore della sicurezza (DCAF). Dalla loro fondazione, i tre istituti sono assurti a centri di competenza riconosciuti a livello mondiale. La CPS-N ritiene che i Centri ginevrini forniscano un contributo decisivo alla politica estera, di pace e di sicurezza. A titolo d’esempio è stata discussa la missione di sminamento umanitario in alcune zone dell’Ucraina. Considerato che i Centri forniscono anche un importante contributo agli obiettivi di politica di pace e di sicurezza della Svizzera, la CPE-N propone all’unanimità alla propria Camera di approvare il credito quadro.
La Commissione prende posizione sulla revisione totale della legge sulle dogane
La Commissione ha esaminato gli aspetti rilevanti per la sicurezza legati alla revisione totale della legge sulle dogane (22.058) e ha redatto un corapporto all’indirizzo della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), responsabile dell’oggetto. Con 13 voti contro 11, propone alla CET-N di procedere alla deliberazione di dettaglio tenendo conto delle sue proposte; ha inoltre respinto una proposta di rinvio al Consiglio federale. La CPS-N rileva che la maggior parte delle riserve avanzate dai Cantoni ha potuto essere fugata grazie al gruppo di lavoro DFF/Cantoni (Gruppo di lavoro) istituito dal Dipartimento federale delle finanze (DFF). È stato infatti possibile chiarire numerose questioni riguardanti la delimitazione delle competenze tra l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e i Cantoni. È stata accolta anche la principale richiesta avanzata dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) riguardante la procedura di richiamo del SIC. La CPS-N ha deciso di sottoporre alla CET-N sotto forma di proposte le indicazioni del Gruppo di lavoro. La CPS-N propone inoltre di integrare nella legge alcune altre richieste formulate dai Cantoni, in particolare quelle riguardanti il mantenimento delle attuali competenze dell’UDSC in materia di rilevamento delle impronte digitali e di allestimento di profili del DNA e la precisazione delle basi legali per quanto riguarda il trattamento dei dati nell’ambito dell’assunzione di compiti di polizia cantonali. La maggioranza ritiene pertanto che la deliberazione sul progetto debba ora avvenire in tempi brevi.
Una minoranza della Commissione reputa che il progetto non sia pronto per la deliberazione parlamentare. È vero che le richieste dei Cantoni sono state prese in considerazione, ma non è stato possibile consultare altre cerchie interessate. La minoranza ritiene che ciò sia problematico in termini di politica statale, poiché più di un terzo degli articoli non è mai stato oggetto di una procedura di consultazione ordinaria.
È previsto che la legge venga trattata dalla CET-N nella sua prossima seduta del 22 e 23 maggio 2023.
Una migliore protezione delle infrastrutture critiche
Vista l’evoluzione della situazione di pericolo, la CPS-N ritiene che le basi legali vigenti per la protezione delle infrastrutture critiche non siano più sufficienti e debbano essere adeguate. Di conseguenza propone all’unanimità alla propria Camera di accogliere la mozione 23.3001 della sua omologa del Consiglio degli Stati. La mozione incarica il Consiglio federale di rivedere le basi legali in modo da migliorare chiaramente l’effetto protettivo e chiarire le competenze e i processi per le situazioni ordinarie e di crisi.
Presieduta dal consigliere nazionale Mauro Tuena (UDC, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 24 e il 25 aprile 2023. A parte della seduta era presente la consigliera federale Viola Amherd, responsabile del DDPS.