La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati prende atto delle decisioni della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati sui bilaterali bis, in particolare Schengen/Dublino. Si astiene da ulteriori interventi nell'ambito della revisione della legge sulle armi, ma osserva con la più grande attenzione le implicazioni di politica della sicurezza del progetto.

A fine ottobre, in un corapporto all'intenzione della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S), la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) auspicava che si consacrasse più tempo alla trattazione di Schengen/Dublino (compresa la revisione della legge sulle armi). Nella sua seduta di fine novembre, tuttavia, la CPE-S ha portato a termine le deliberazioni sul progetto affinché possa essere incluso nella prossima sessione invernale. La CPS-S rinuncia quindi a sottoporre al Plenum proposte diverse da quelle della CPE-S.

La Commissione si è per contro occupata in maniera intensiva della implicazioni di politica di sicurezza di Schengen/Dublino. Ha preso conoscenza dei principi di salvaguardia della sicurezza interna decisi dal Consiglio federale il 27 ottobre 2004, soprattutto per quanto concerne la collaborazione tra i Cantoni e il Corpo delle guardie di confine (Cgcf). La Commissione si rallegra del mantenimento del principio "uno spazio - un Comando", in quanto la sovranità cantonale in materia di polizia rimane chiaramente intatta. Ritiene inoltre che la questione della carenza di effettivo del Cgcf non sarebbe risolta neanche con l'adesione a Schengen.

La CPS-S ha altresì discusso con i responsabili del DDPS le conoscenze ottenute grazie a una visita alle truppe effettuata a fine ottobre e si è informata sul proseguimento dell'attuazione di Esercito XXI. Ciò ha rafforzato la sua intenzione di esaminare in maniera approfondita le questioni di fondo che insorgono nell'ambito della ponderazione della missione dell'esercito, nel senso della mozione da essa presentata sul volume dei mezzi devoluti al nucleo potenziamento della difesa (04.3438).

La CPS-S ha quindi avviato una serie di udienze e discussioni sugli sviluppi dell'islamismo radicale in Svizzera. La Commissione rileva in questo ambito una necessità di agire a livello legislativo ed elaborerà interventi parlamentari pertinenti. Intende continuare a seguire questo tema e, soprattutto. consacrare tutta la sua attenzione agli aspetti della lotta contro il terrorismo.

La CPS-S si è infine informata sui più recenti sviluppi della politica svizzera di controllo degli armamenti e di disarmo, sull'impegno della Svizzera nell'ambito del disarmo chimico mondiale come pure sulla situazione della riunione dei servizi della sicurezza aerea militare e civile.

La Commissione si è riunita il 9 novembre 2004 a Berna sotto la presidenza del consigliere di Stato Theo Maissen (CVP, GR) e alla presenza dei consiglieri federali Samuel Schmid, capo del DDPS, e Christoph Blocher, capo del DFGP.

Berna, 10.11.2004    Servizi del Parlamento