Messaggio concernente l’approvazione di un credito quadro per un contributo all’allargamento destinato alla Croazia
La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha approvato con 16 voti contro 4 e 2 astensioni il credito quadro di 45 milioni di franchi per un contributo all’allargamento destinato alla Croazia. Questo consente di evitare ogni discriminazione nei confronti di altri Stati dell’Unione europea e di concedere alla Croazia lo stesso sostegno accordato agli altri Paesi dell’Europa dell’Est che hanno aderito all’Unione dal 2004.

In precedenza era stata respinta, con 16 voti contro 6, una proposta che chiedeva di sospendere tale messaggio fino alla conclusione dei negoziati relativi all’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. La maggioranza della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) considera che tale contributo sia nell’interesse della Svizzera. Un rinvio della trattazione di questo messaggio non porterebbe alcun vantaggio agli attuali e futuri negoziati con l’Unione europea (UE). La minoranza ritiene invece che i negoziati relativi all’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa debbano sfociare in una soluzione positiva per la Svizzera, prima che quest’ultima proceda a versare il contributo all’allargamento.

La Commissione è quindi entrata in materia sull’oggetto con 16 voti contro 0 e 5 astensioni. La maggioranza della Commissione ritiene che il contributo all’allargamento destinato alla Croazia vada a iscriversi nell’ordine logico della politica della Svizzera, che mira a porre su un piano d’uguaglianza tutti i membri dell’UE. Tale approccio consente fra l’altro di sottolineare l’importanza delle relazioni del nostro Paese con l’UE. Peraltro, la maggioranza pensa che lo sviluppo economico e istituzionale della Croazia ne beneficerà in maniera adeguata, contribuendo alla stabilità e alla sicurezza in Europa.
La minoranza reputa invece che il contributo sia nel solo interesse dell’UE e di nessun vantaggio per la Svizzera.
Nella votazione sul complesso, la CPE-N ha approvato il disegno del Consiglio federale con 16 voti contro 4 e 2 astensioni.

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In considerazione delle sfide internazionali vieppiù complesse e delle crescenti aspettative riposte nel DFAE e nelle rappresentanze svizzere all’estero, la Commissione ha proposto di rafforzare la rete esterna della Svizzera. Ha quindi deciso, con 10 voti contro 5 e 5 astensioni, di presentare una mozione che incarica il Consiglio federale di aumentare le risorse del DFAE in materia di personale e di infrastrutture. Una parte della Commissione auspica che i costi legati a tale aumento siano compensati all’interno del DFAE. La CPE-N si è opposta a questa richiesta con 9 voti contro 9, 2 astensioni e il voto decisivo del presidente.

Sollecitata in merito, la CPE-N ha approvato, con 16 voti contro 1 e 5 astensioni, il mandato di negoziazione per i lavori preparatori della nuova agenda per lo sviluppo sostenibile post-2015. A partire dal 2015, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà rientreranno nella stessa sfera, con priorità e obiettivi comuni. La discussione era incentrata sul finanziamento di tali obiettivi e sull’obbligo di rendere conto della loro realizzazione. Si è pure dibattuto sulla necessità di elaborare politiche interne coerenti rispetto alle priorità mondiali.

In occasione di un incontro con la stampa, il presidente della Commissione ha informato il pubblico sui dibattiti concernenti il mandato negoziale del Consiglio federale concernente l’adeguamento dell’accordo di libera circolazione delle persone concluso con l’UE e il mandato negoziale per la conclusione di un accordo con l’UE in vista di un’intensificazione della cooperazione internazionale in materia di polizia, in particolare mediante lo scambio facilitato di profili del DNA, di impronte digitali, nonché di dati relativi ai veicoli e ai loro detentori (cooperazione Prüm). La Commissione ha sostenuto all’unanimità i due mandati.

 

Berna, il 4 novembre 2014 Servizi del Parlamento