La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) chiede alla propria Camera, all’unanimità, di pronunciarsi a favore del decreto federale che approva una modifica territoriale tra i Cantoni di Berna e del Giura (Trasferimento del Comune bernese di Moutier). Un lungo processo di importanza storica, non sempre facile, è quindi in procinto di concludersi.

Nella votazione popolare del 22 settembre 2024 gli elettori dei due Cantoni interessati hanno approvato il passaggio del Comune di Moutier dal Cantone di Berna al Cantone del Giura. Onde completare questo lungo processo per il cambiamento di Cantone, occorre in un ultimo passaggio l’approvazione dell’Assemblea federale (24.083). La CIP-S ritiene che siano soddisfatti i requisiti della Costituzione federale per una modifica territoriale tra Cantoni e propone alla propria Camera, all’unanimità, l’approvazione. Se nella sessione primaverile entrambe le Camere si esprimeranno a favore dell’approvazione, si potrà procedere al cambiamento di Cantone per il 1o gennaio 2026.

Con 9 voti contro 3 la Commissione si oppone alla proposta di disciplinare anche aspetti della perequazione finanziaria nell’ambito di questo decreto di approvazione – in deroga al concordato concluso tra i Cantoni di Berna e del Giura. Tale disciplinamento dovrebbe invece avvenire in procedura ordinaria di modifica delle norme concernenti la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri. La Commissione informerà la Commissione delle finanze (CdF) competente in materia in merito alle discussioni avute. Spetta quindi a quest’ultima valutare la necessità di intervento e, se del caso, attivarsi.

Un intervento parlamentare, più co-autori

Con 10 voti contro 0 e un’astensione la Commissione ha approvato nella votazione sul complesso un progetto di modifica della legge sul Parlamento elaborato dalla CIP-N e adottato dal Consiglio nazionale (22.406). Il punto centrale della modifica consiste nel consentire che mozioni, postulati e iniziative parlamentari possano essere presentati da più parlamentari quali co-autori. Tale aspetto è stato approvato di stretta misura dalla Commissione con 5 voti contro 4 e 2 astensioni. Il Consiglio nazionale ha già adottato le disposizioni necessarie all’attuazione di questo nuovo strumento. Tuttavia, entreranno in vigore soltanto se il Consiglio degli Stati adotterà la modifica legislativa proposta. Il progetto include anche due modifiche minori, una riguardante gli interventi all’attenzione dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, l’altra riguardante le condizioni formali in base alle quali è possibile votare separatamente sui vari punti di un intervento.

Nessun contingente per la presentazione di iniziative e interventi parlamentari

L’anno scorso, contrariamente a quanto proposto dalla propria Commissione, il Consiglio nazionale si è espresso con 96 voti contro 95 a favore di un’iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Thomas Matter (23.408), secondo la quale un parlamentare può presentare un massimo di 32 tra iniziative, mozioni e postulati durante una legislatura. Poiché la limitazione quantitativa del diritto di presentare interventi necessita di una base legale, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati è stata chiamata a occuparsi della questione. Con 7 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione propone alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa. I diritti parlamentari non vanno limitati. Inoltre, fissare un contingente così elevato (la grande maggioranza dei parlamentari presenta molto meno di 32 interventi per legislatura) potrebbe creare incentivi controproducenti.

Estensione dell’accesso dei parlamentari ai documenti delle commissioni tematiche

Secondo le norme vigenti, i parlamentari hanno accesso ai verbali e ai documenti delle commissioni tematiche per gli affari trattati dalla Camera, mentre soltanto i membri delle commissioni interessate e quelli della commissione omologa hanno accesso ai documenti concernenti affari interni alle commissioni tematiche. Per consentire a tutti i parlamentari di accedere a questi ultimi documenti, nel novembre 2024 la CIP-N ha presentato un’iniziativa di commissione (24.465; cfr. comunicato stampa del 15 novembre 2024). La CIP-S si è pronunciata a favore senza voti contrari.

Respinte diverse mozioni su asilo e migrazione secondaria

La CIP-S si è infine occupata di tre mozioni concernenti il settore dell’asilo. In primo luogo, con 8 voti contro 4 e 1 astensione, propone di respingere la mozione 24.3515 Schwander. «I richiedenti l’asilo che transitano attraverso un Paese sicuro non sono rifugiati». Una mozione di identico tenore era già stata respinta dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale 2024 (24.3056). Con 10 voti contro 2 e 1 astensione, si è inoltre pronunciata contro la mozione 24.3516 Germann, che propone di trattare tutte le procedure d’asilo in «zone di transito» accessibili dall’estero. In caso di decisione negativa in merito all’asilo, il richiedente verrebbe poi rinviato nel Paese attraverso il quale è arrivato. Anche qui, una mozione identica era stata precedentemente respinta dal Consiglio nazionale (24.3058). Con 5 voti contro 5, 3 astensioni e voto decisivo del presidente, la Commissione propone alla propria Camera di respingere anche la mozione 23.3886 de Quattro. «La Svizzera necessita di una Taskforce “Asilo”». Ritiene che quanto richiesto da questa mozione sia un’ovvietà, dato che il Consiglio federale ha già istituito organi strategici specifici nel settore dell’asilo, in particolare lo Stato maggiore speciale Asilo (SONAS) che riunisce i vari gruppi di interesse federali, cantonali e comunali.

Presieduta dal consigliere agli Stati Daniel Fässler (M-E/AI), la Commissione si è riunita il 13 e il 14 gennaio 2025 a Berna.