Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione condotti tra il 2006 e il 2009, lo studio di architettura Aebi & Vincent ha proposto di installare schermi verticali che divulgassero le informazioni destinate ai parlamentari e ai professionisti che lavorano nell’edificio. Benché siano state concepite soprattutto come canale d’informazione, tali stele elettroniche possono diventare anche vettore d’arte. «Gli schermi elettronici sono le nuove facciate dello Stato che gli consentono di diffondere le sue decisioni. L’arte deve inserirsi in questa realtà e apportarvi le proprie riflessioni» spiega Hans-Rudolf Reust, presidente della Commissione Arte al Palazzo del Parlamento (CAPP) (v. Serie d’estate, numero 1 ).
La CAPP ha invitato l’artista ginevrina Joëlle Flumet a proporre un progetto. «Conoscevamo i disegni vettoriali di Joëlle Flumet e abbiamo pensato che il suo lavoro si sarebbe prestato a queste superfici. Ci è sembrato altresì importante fare entrare opere di donne nel Palazzo del Parlamento, progettato e costruito unicamente da uomini, affinché vi sia finalmente rappresentata la popolazione femminile del Paese». La durata degli interventi doveva limitarsi a 40 secondi, onde non intralciare le informazioni trasmesse.
Il risultato? Le Piccole drammaturgie federali, 12 sequenze video di 40 secondi ciascuna che rappresentano l’attualità politica svizzera. Eccone una selezione.
Video che interrogano

Il tappeto rosso è srotolato tra i due orsi posti all’entrata del Palazzo: si accoglie dunque un ospite di rango. Chi lo riceve è travestito da panda. L’invitato è forse cinese? Che sia un rappresentante del WWF? La Svizzera ambisce magari a nuovi mercati cinesi?

Nella sala del Consiglio nazionale, la nuvola allegorica del celebre dipinto di Charles Giron «La culla della Confederazione» esce dal quadro, con la sua ombra. Un deputato è seduto da solo nella sala e osserva il fenomeno. La scena ricorda che le scelte dei parlamentari non sono prive di conseguenze.
Nella «Sala dei passi perduti» qualcuno con un coltellino svizzero (Victorinox) ha appena inciso su un tavolo «I love Schengen». La libera circolazione delle persone è una delle sfide principali di questi ultimi anni. Quale posizione assumerà la Svizzera in futuro? Quale sarà il suo rapporto con l’Europa?
Nei piani ristrutturati dell’edificio, è stato installato un avanzato sistema d’accesso per le persone con disabilità, in conformità con le norme attuali. Su questa piattaforma elevatrice, un uomo bianco spinge un ragazzo nero in sedia a rotelle. La scena, apparentemente banale, può anche evocare in modo suggestivo immagini di rinvii coatti di stranieri in situazione illegale. Lo spettatore percepisce la scena in base alla propria sensibilità.
Alcuni personaggi lavorano da soli seduti ai tavolini del caffè del Palazzo. Un uomo fuma e beve un tè, sull’etichetta del sacchetto si può leggere questa frase in inglese: «May your innerself be secure and happy». Questa sequenza senza legame diretto con un’attualità politica rinvia in modo più universale alla nozione di felicità. Un invito al benessere interiore in flagrante contraddizione con il fatto di fumare oggi in un luogo pubblico. La scena simboleggia l’individualismo ed evoca il libero arbitrio, le contraddizioni alle quali siamo confrontati costantemente.
Quale epilogo, Joëlle Flumet si concentra sugli addetti alle pulizie, il «piccolo» personale che si attiva dietro le quinte affinché il Palazzo sia impeccabile. La scena strizza l’occhio allo stereotipo del «perfettamente in ordine» e al valore del lavoro. Un colpo di straccio sullo striscione con l'iscrizione «Fussball regiert!» ricorda lo slogan affisso nel 2006 sulle impalcature del Palazzo federale, all’epoca in piena fase di ristrutturazione (https://www.parlament.ch/fr/%C3%BCber-das-parlament/parlamentsgeschichte/parlamentsgeschichte-detail?historyId=399).
Si tratta di ironia? Un riferimento al panem et circenses della Roma antica?
La scena pone una domanda cruciale: che cosa significa governare?
I dodici video di Joëlle Flumet in un colpo d’occhio.
Petites dramaturgies fédérales, Kleine eidgenössische Dramaturgien, Piccole drammaturgie federali, 2013
7 min. (muto)
Serie di 12 animazioni (40 sec.)
Realizzazione: Joëlle Flumet (scenario e disegno), Viktor Konwicki (animazione e postproduzione)
Per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=riAzfyQwL2s