(ats) Il Gran Consiglio grigionese ha dibattuto oggi per due ore dell'attuale crisi energetica e della possibile carenza di elettricità. In relazione ai prezzi dell'energia, vari oratori hanno manifestato preoccupazione per il settore turistico.

La discussione odierna in parlamento scaturisce da un'interrogazione urgente del gruppo parlamentare dell'UDC. Nella sua presa di posizione in merito, il Governo ha indicato che il margine di manovra del Cantone è limitato: le competenze in materia energetica sono infatti del Consiglio federale.

L'esecutivo ha comunque illustrato i suoi provvedimenti: a metà agosto ha attivato lo stato maggiore "Sicurezza dell'approvvigionamento energetico", che entro la fine di settembre dovrebbe essere pronto a sostenere qualsiasi misura voluta dal Consiglio federale e ad adottare provvedimenti propri. In autunno verrà poi messa in funzione una piattaforma di comunicazione, come già avvenuto per la gestione della pandemia di Covid-19.

Sul breve termine, i granconsiglieri si sono trovati d'accordo sulla necessità di risparmiare corrente. Nel medio e lungo periodo hanno invece condiviso la necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Per raggiungere questo obiettivo, il Cantone dovrà puntare sul potenziamento dei settori idroelettrico e fotovoltaico.

Preoccupazioni per il settore turistico

L'attuale situazione sui mercati energetici è fonte di preoccupazione per l'industria turistica. Ci sono alberghi che stanno valutando se aprire o meno nel prossimo inverno, ha dichiarato una deputata. Gli impianti di risalita si sono cautelati, ha sostenuto un suo collega. Ci sono però aziende per cui i contratti di fornitura di energia elettrica stanno per scadere.

"Dobbiamo assicurarci di non subire ulteriori danni economici a causa di questa nuova situazione particolare", ha dichiarato il consigliere di Stato Mario Cavigelli (Centro), capo del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità.

Garanzie per la Ferrovia retica

Secondo il Governo, nei Grigioni ci sono 400-500 aziende con un elevato consumo energetico. Data la complessità del problema, è impossibile dire quali reazioni a catena potrebbero essere innescate da eventuali chiusure.

La Ferrovia retica si è assicurata per contratto fino all'ottobre 2024, sempre stando all'esecutivo. Eventuali costi aggiuntivi sarebbero sostenuti in un secondo tempo e potrebbero essere coperti dallo Stato senza essere trasferiti ai clienti.