Il documento individua due opzioni. La prima è quella di rendere obbligatorio il servizio di leva per le donne svizzere, il che raddoppierebbe l'effettivo. È inoltre in discussione la possibilità di imporre alle donne la partecipazione alla giornata informativa sull'obbligo di prestare servizio nell'esercito.
Questa giornata è un'opportunità per motivare le donne, ha affermato Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), sottolineando che si tratta di una questione di valore aggiunto piuttosto che di aumento del personale. È una misura che si iscriverebbe negli sforzi per raggiungere la parità, secondo Werner Salzmann (UDC/BE), espressosi a nome della commissione preparatoria.
La seconda opzione consiste nel fondere il servizio civile e la protezione civile creando una nuova organizzazione. Questo modello consentirebbe di coprire la carenza di personale nel miglior modo possibile, ha spiegato Salzmann.
Il rapporto, scritto prima dell'inizio della guerra in Ucraina, evidenzia i problemi di organico dell'esercito. Il suo effettivo regolamentare è di 100'000 soldati. In pratica, è però possibile raggiungere solo l'80% della forza perché non tutti i soldati incorporati possono entrare in servizio in caso di mobilitazione, ha ricordato Salzmann.
Questi ha pure sottolineato che il numero di partecipanti ai corsi di ripetizione è troppo basso per svolgere esercitazioni adeguate. Sono necessarie misure immediate per garantire la qualità della formazione, ha avvertito, dicendosi preoccupato anche per la situazione della protezione civile.
Il suo effettivo è già leggermente inferiore all'obiettivo di 72'000 unità, ha fatto notare Salzmann, per il quale è necessario evitare che sempre più persone passino dal servizio militare a quello civile senza che presentino un conflitto di coscienza.
Alcuni senatori hanno anche rispolverato l'idea di un servizio civico. "È la cosa giusta da fare per il nostro Paese", secondo Josef Dittli (PLR/UR). Per Charles Juillard (Centro/JU) fornirebbe un servizio alla comunità e permetterebbe di coinvolgere i giovani, insegnando loro la solidarietà e la convivenza.
Questa opzione è già stata esclusa dal Consiglio federale, ha chiuso la ministra della difesa Viola Amherd. Ma non ha escluso la possibilità di un futuro dibattito sul tema, visto che è stata lanciata un'iniziativa popolare.
Il dossier passa al Nazionale.