Attualmente, la SCA può concedere prestiti solo a strutture site in regioni turistiche e termali. La definizione esclude le grandi città e gli agglomerati urbani.
Per la maggioranza, queste restrizioni non corrispondono più alla realtà attuale. Anche Zurigo e Ginevra accolgono i turisti e sono il punto di partenza per escursioni in montagna; non è più possibile fare una distinzione netta tra centri urbani e zone a vocazione turistica.
Il Consiglio federale si è opposto invano alla mozione. Per il ministro dell'economia, Guy Parmelin, diversi studi hanno dimostrato che ha senso limitare il sostegno finanziario alle regioni a forte vocazione turistica, soggette però a forti fluttuazioni stagionali, come il Vallese, i Grigioni e il Canton Berna.
L'industria alberghiera attiva nelle grandi città ha tratto grandi benefici dalle misure Covid e dal programma di rilancio del turismo, ha poi spiegato Parmelin. Inoltre, le condizioni quadro che regolano il settore nelle aree urbane sono molto interessanti, in particolare per quanto riguarda il settore immobiliare o il turismo durante tutto l'anno, ha proseguito, specificando che questi stabilimenti sono tra l'altro più redditizi.
Il calo degli affari registrato negli ultimi anni è temporaneo e legato alla pandemia di coronavirus, ha aggiunto il consigliere federale democentrista, secondo cui l'intervento dello Stato non si giustifica.