(ats) La protezione doganale per alcuni ortaggi coltivati in Svizzera dovrebbe essere rivista. Lo chiede una mozione dell'UDC adottata oggi dal Consiglio degli Stati volta ad impedire la distruzione dei prodotti locali a favore di importazioni più a buon mercato. Il dossier va al Nazionale.

Attualmente, la legge in materia contempla i cosiddetti "periodi protetti", durante i quali l'Ufficio federale dell'agricoltura può autorizzare le importazioni a dazio ridotto solo se l'offerta indigena non è sufficiente per far fronte alla domanda interna.

Al di fuori di questi periodi protetti, la produzione svizzera ha sempre più difficoltà a commercializzare prodotti coltivati in condizioni sempre più rigide, ha sostenuto in aula Werner Salzmann (UDC/BE), autore della mozione.

Nell'estate del 2021, tonnellate di pomodori svizzeri sono stati distrutti a favore di prodotti importati più economici. Tuttavia, negli ultimi decenni la produzione elvetica ha fatto progressi nell'offerta. Secondo Salzmann, estendendo i periodi di protezione previsti dalla legge per 27 ortaggi coltivati da noi, tra cui i pomodori e la lattuga Batavia, si darà loro la preferenza rispetto alle importazioni e si aumenterà il tasso di autoapprovvigionamento.

L'aumento del protezionismo doganale riguarderebbe principalmente i prodotti importati dall'Unione Europea e avrebbe delle ripercussioni, ha dichiarato dal canto suo il "ministro" dell'economia Guy Parmelin, contrario alla mozione.

L'auspicata estensione della sicurezza degli approvvigionamenti per i prodotti nazionali comporterebbe, ad esempio, un aumento dei prezzi al consumo, ha sostenuto invano il consigliere federale democentrista.