(ats) La Svizzera deve aderire al Fondo BMVI, allo scopo di rafforzare la protezione delle frontiere esterne di Schengen. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli stati ha dato il proprio avallo (34 voti a 1 e 4 astensioni) a un progetto del Consiglio federale. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Il Fondo BMVI (Border Management and Visa Instrument) è lo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, che sostituisce il Fondo di sicurezza interna per le frontiere esterne e i visti (ISF), a cui la Svizzera partecipa dall'agosto 2018.

Il Bmvi è destinato a sostenere gli Stati aderenti a Schengen che, a causa delle dimensioni delle loro frontiere esterne terrestri o marittime o della presenza di grandi aeroporti internazionali, sostengono un pesante onere finanziario nella protezione delle frontiere esterne.

Contribuirà inoltre allo sviluppo della politica comune dei visti e all'attuazione della gestione europea integrata delle frontiere esterne da parte degli Stati Schengen. L'obiettivo è combattere l'immigrazione illegale e facilitare i viaggi legali.

In sette anni Berna dovrebbe contribuire con circa 300 milioni di franchi circa e riceverà - come gli atri Stati Schengen - finanziamenti per le misure nazionali, che ammontano a circa 50 milioni di franchi.

L'udc si è opposta al progetto. A suo avviso la Svizzera dovrebbe concentrarsi sul controllo dei propri confini. Il rafforzamento della cooperazione contribuirà invece a ridurre il numero di ingressi illegali in Svizzera, stando alla maggioranza.