Jacqueline de Quattro (PLR/GE), intervenendo a nome della commissione preparatoria, ha sottolineato quanto sia problematico questo fenomeno. Le condizioni di ammissione delle persone che lavorano in queste strutture non sono sufficienti a prevenire la diffusione di idee estremiste.
Fabian Molina (PS/ZH) ha da parte sua fatto notare che l'autorità religiosa Diyanet, ad esempio, è il braccio armato della politica estera aggressiva perseguita dal presidente turco. Prescrive agli imam di tutto il mondo di giustificare le guerre di aggressione della Turchia contro i vicini Iraq e Siria o, più recentemente, il terrorismo di Hamas. La situazione non è molto migliore quando si tratta per esempio del salafismo ultraconservatore finanziato dall'Arabia Saudita.
Uno dei problemi maggiori è rappresentato dall'educazione religiosa finanziata dall'estero. Essa dovrebbe essere soggetta a condizioni, ha aggiunto de Quattro, ricordando che rappresenta "il modo migliore per gli estremisti di diffondere la propaganda che incita all'odio".
Pur ritenendo che i predicatori estremisti non abbiano nulla da fare in Svizzera, il Consiglio federale ritiene che un inasprimento delle disposizioni in materia di trasparenza sarebbe più sensato. I servizi segreti dovrebbero inoltre avere più spazio di manovra con la revisione della legge, ha sottolineato il ministro di giustizia e polizia Beat Jans.