La proposta di modifica costituzionale chiede esplicitamente il passaggio alla tassazione individuale, coppie sposate incluse. Attualmente, nella Confederazione la tassazione individuale viene applicata alle persone sole e alle coppie non sposate.
Quelle sposate e quelle dello stesso sesso che vivono in un'unione registrata sono invece tassate congiuntamente. I loro redditi, deplorano gli iniziativisti, vengono dunque sommati e pagano un importo più elevato.
Nel suo messaggio il Consiglio federale chiede al Parlamento di bocciare l'iniziativa a favore di un controprogetto indiretto, a livello legislativo dunque. In questo modo per l'esecutivo si potrebbe procedere più velocemente.
Nel messaggio l'esecutivo sottolineava anche come il passaggio all'imposizione individuale corrisponda anche a una esplicita volontà del Parlamento, iscritta nel quadro del programma di legislatura 2019-2023. La riforma permetterà infine di eliminare la cosiddetta "penalizzazione del matrimonio", dichiarata incostituzionale dal Tribunale federale nel lontano 1984.
Pro e contro
Nel dibattito di entrata in materia la relatrice commissionale Kathrin Bertschy (PVL/BE) ha sostenuto come il passaggio alla tassazione individuale sia un modello moderno di tassazione della famiglia che meglio riflette gli sviluppi socio-economici e l'evoluzione dei valori socio-politici. Quello proposto è inoltre l'unico modello che non solo elimina gli svantaggi fiscali del matrimonio, ma migliora anche gli incentivi all'occupazione, ha aggiunto.
A causa della situazione attuale spesso al secondo coniuge non conviene iniziare una attività lavorativa o aumentare la propria percentuale di lavoro, ha affermato Céline Widmer (PS/ZH). A suo avviso è giunto il momento di eliminare i falsi incentivi fiscali che tengono le donne fuori dal mercato del lavoro. "È una benedizione in un Paese che ha bisogno di manodopera qualificata", ha aggiunto l'altro relatore, Samuel Bendahan (PS/VD).
Leo Müller (Centro/LU) ha invece contestato la necessità di una riforma giudicandola non necessaria: "i problemi vanno risolti dove esistono", ha affermato sostenendo che i Cantoni hanno già risolto il problema della penalizzazione fiscale del matrimonio nel loro diritto fiscale. Se c'è un problema a livello federale non occorre modificare le leggi di tutti i Cantoni, ha aggiunto.
Per Müller, inoltre, la proposta creerebbe nuove disparità per le 600'000 coppie che dispongono di un solo reddito. Paolo Pamini (UDC/TI) ha da parte sua denunciato l'enorme costo burocratico che il passaggio all'imposizione individuale causerebbe. Il numero di dichiarazioni d'imposta compilate aumenterebbe infatti notevolmente (si parla di 1,8 milioni di dichiarazioni in più), e per esaminarle servirà personale supplementare. Nel solo canton Ticino l'Ufficio tassazione dovrebbe assumere dalle 50 alle 80 persone, ha spiegato.
I contenuti del controprogetto
La principale novità del controprogetto in diswcussione oggi - l'iniziativa è formulata in modo generico e non contiene dettagli, spetterebbe al Parlamento elaborarli in caso di "sì" alle urne - è il passaggio all'imposizione individuale, che sarà effettivo a tutti e tre i livelli statali (federale, cantonale e comunale). Di conseguenza, se il progetto andrà a buon fine, i coniugi saranno tassati separatamente come le coppie non sposate. Dovranno quindi compilare due dichiarazioni d'imposta distinte.
Nell'ambito dell'imposta federale diretta (IFD), la deduzione per i figli verrà aumentata dagli attuali 6700 a 12'000 franchi e sarà ripartita in parti uguali tra i genitori. La riforma comporterà anche adeguamenti alla tariffa fiscale.
A livello di casse pubbliche, il passaggio al nuovo sistema comporterà minori entrate dall'IFD pari a circa a 1 miliardo di franchi, 800 milioni dei quali a carico della Confederazione e 200 milioni dei Cantoni.
Le ripercussioni a livello di imposte cantonali è invece difficile da stimare, essendo i Cantoni liberi di definire le loro tariffe e deduzioni.
Dalle ceneri dell'iniziativa PPD
Il tema affrontato oggi dal governo non è nuovo nella Confederazione: già in passato le richieste di frenare le disparità in materia fiscale hanno acceso il dibattito pubblico. Nel 2016, il popolo ha respinto di misura (con il 50,8% di "no") l'iniziativa popolare dell'allora PPD (ora Alleanza del Centro) "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate". Tuttavia, a causa di un errore del governo nella pubblicazione delle cifre, il Tribunale federale ha deciso che il voto andava ripetuto.
Più tardi, il comitato d'iniziativa aveva però deciso di ritirare l'iniziativa, mentre il presidente del partito, Gerhard Pfister, aveva annunciato il lancio di una nuova iniziativa più inclusiva: il nuovo testo, a differenza di quello presentato anni fa, non contiene la definizione - molto contestata all'epoca - che il matrimonio rappresentava l'unione tra un uomo e una donna. La raccolta delle firme è in corso.
Sullo stesso tema si è mosso anche un comitato interpartitico - composto tra gli altri dall'ex consigliera federale Ruth Metzler (Alleanza del Centro), dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD), dal consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH), dall'ex presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori Valentin Vogt e da Adrian Wüthrich, presidente dell'organizzazione sindacale Travail.Suisse - che ha lanciato l'iniziativa "per imposte eque", all'origine come detto del controprogetto.