Prima della discussione particolareggiata, il plenum ha respinto una proposta di rinvio al Governo dell'UDC per 126 voti a 64. I democentristi avrebbero voluto che il progetto tenesse conto delle maggiori esigenze di finanziamento dell'esercito e delle proposte di risparmio del gruppo di esperti nominato dal Consiglio federale.
Per Monika Rüegger (UDC/OW), la Svizzera dovrebbe smetterla di inviare denaro all'estero e fare di più per il popolo. La consigliera nazionale obvaldese ha anche messo in discussione i tanto decantati progressi dovuti all'aiuto elvetico. Invece di "versare denaro a leader corrotti", ha aggiunto, sarebbe meglio invece sostenere il settore privato.
Ma per Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), "non ha senso nascondersi dietro i nostri confini", mentre Hans-Peter Portmann (PLR/ZH) ha lodato "la qualità e la sostenibilità dei progetti svizzeri, che sono di prim'ordine".
A parte l'UDC, tutti i partiti hanno sostenuto la necessità di una strategia di questo tipo: per la Svizzera si tratta di un "importante ingranaggio" della sua politica estera, parte del sua "tradizione umanitaria" che serve anche alla sicurezza del Paese.
Per il "ministro degli esteri, Ignazio Cassis, questa strategia è ancora più importante in un mondo "meno globalizzato, meno occidentalizzato, meno democratico e più imprevedibile".
Per i prossimi quattro anni, l'esecutivo chiede più o meno la stessa cifra attuale, ossia 11,3 miliardi di franchi. Il 13% di questi, ovvero 1,5 miliardi, è destinato all'Ucraina. Il resto dei crediti verrebbe suddiviso fra l'aiuto allo sviluppo, l'aiuto umanitario, la promozione della pace e rafforzamento dei diritti umani.
A parte l'Ucraina e le regioni vicine, il grosso della somma è destinata alle quattro regioni prioritarie della precedente strategia, ossia il Nord Africa, il Medio Oriente, l'Africa subsahariana, l'Asia centrale e l'Europa dell'est.
Come il Consiglio degli Stati, anche la Commissione di politica estera della Camera del popolo è d'accordo con le somme previste dal disegno governativo. La Commissione delle finanze propone invece di ridurre il credito di un miliardo.