(ats) La Biblioteca nazionale (BN) dovrà ancora aspettare per sapere se potrà in futuro collezionare anche documenti in formato elettronico. La modifica di legge che gli conferisce questo mandato non ha superato oggi lo scoglio del Consiglio nazionale, avendo subito i veti incrociati dell'UDC e del PS.

Con la modifica della Legge sulla Biblioteca nazionale, parte integrante del Messaggio sulla cultura, il governo vuole fare in modo che la BN possa procurarsi i documenti liberamente accessibili su internet che hanno un legame con la Svizzera. Il disegno di legge, adottato dagli Stati in giugno, permette alla Biblioteca nazionale anche di ottenere gratuitamente le opere in formato elettronico non direttamente consultabili sul web (ad esempio perché è richiesto un pagamento o è necessario registrarsi).

Nel suo intervento, la relatrice commissionale Céline Weber (PVL/VD) ha spiegato come durante le sedute di commissione ci si sia interrogati sull'opportunità di obbligare i produttori di contenuti digitali a rendere gratuitamente a disposizione della BN le loro creazioni. Le opere digitali sono infatti più facilmente copiabili rispetto a quelle su supporto cartacei. Rinunciarvi non è però una opzione per la vodese: si rischierebbe una perdita della memoria svizzera.

Durante le discussioni il Partito socialista ha espresso la propria contrarietà al fatto che i produttori di opere protette non saranno remunerati. "Un compenso, anche solo simbolico, è necessario", ha sostenuto Estelle Revaz (PS/GE).

Da parte sua, l'UDC ha denunciato l'obbligo della messa a disposizione di opere alla BN: "è una violazione della libertà degli autori", ha affermato Sylvain Freymond (UDC/VD). Il vodese ha anche messo in dubbio l'utilità della novità e espresso preoccupazioni sui costi.

Il dossier, respinto oggi con 99 voti contro 86 e una astensione, torna ora sui banchi del Consiglio degli Stati.