(ats) I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, vanno trascritti in una apposita legge. È l'opinione del Consiglio nazionale che è entrato in materia sulla modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico.

Come spiegato dal relatore commissionale Nicolas Kolly (UDC/FR) la situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico è notevolmente peggiorata a partire dal 2022, il che ha portato il Consiglio federale ad adottare tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030.

È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr definita da Kolly "essenziale" per colmare eventuali lacune fino all'inverno 2026/27, in attesa della costruzione di nuove centrali di riserva. Il suo futuro resta però incerto: se si vuole prolungarne il funzionamento sarà necessario allentare temporaneamente le norme ambientali o installare catalizzatori, che ne ridurrebbero però della metà la potenza.

Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione lo scorso 9 giugno, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa oggi in discussione integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica.

Quest'ultima verrebbe utilizzata solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. "Si tratta di una sorta di assicurazione, che si spera di non dover mai utilizzare", ha affermato il consigliere federale Albert Rösti. La Confederazione non può permettersi una carenza di elettricità che, come sostenuto dall'Ufficio federale della protezione della popolazione, rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro paese, ha aggiunto Kolly.

Durante il dibattito di entrata in materia i Verdi hanno chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale (proposta bocciata con 164 voti contro 25). L'esecutivo sarebbe stato incaricato di dare una chiara priorità alle riserve idroelettriche e avrebbe dovuto escludere dal progetto le nuove centrali a gas. "La Confederazione spenderà miliardi di franchi per centrali a combustibili fossili che probabilmente non verranno mai utilizzate e che sono dannose per il clima e la qualità dell'aria", ha sostenuto Christophe Clivaz (Verdi/VS).

La proposta di introdurre un utilizzo a cascata delle riserve porterebbe ad una mancanza di flessibilità in caso di grave penuria, ha replicato Kolly. Il relatore commissionale ha anche giustificato il mantenimento nella legge degli impianti a gas, "che offrono una soluzione rapida e affidabile a una situazione di emergenza, e ciò a costi gestibili".

I dibattiti proseguono con l'esame di dettaglio.