(ats) I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, saranno trascritti in una apposita legge. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando - con 144 voti contro 49 e 2 astenuti - una modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico. "Sì" anche alle misure di sostegno al settore siderurgico.

Come spiegato dal relatore commissionale Nicolas Kolly (UDC/FR) la situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico è notevolmente peggiorata a partire dal 2022, il che ha portato il Consiglio federale ad adottare tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030.

È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr definita da Kolly "essenziale" per colmare eventuali lacune fino all'inverno 2026/27, in attesa della costruzione di nuove centrali di riserva. Il suo futuro resta però incerto: se si vuole prolungarne il funzionamento sarà necessario allentare temporaneamente le norme ambientali o installare catalizzatori, che ne ridurrebbero però della metà la potenza.

Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione lo scorso 9 giugno, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa oggi in discussione integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica.

Quest'ultima verrebbe utilizzata solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. "Si tratta di una sorta di assicurazione, che si spera di non dover mai utilizzare", ha affermato il consigliere federale Albert Rösti. La Confederazione non può permettersi una carenza di elettricità che, come sostenuto dall'Ufficio federale della protezione della popolazione, rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro paese, ha aggiunto Kolly.

Durante il dibattito di entrata in materia i Verdi hanno chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale (proposta bocciata con 164 voti contro 25). L'esecutivo sarebbe stato incaricato di dare una chiara priorità alle riserve idroelettriche e avrebbe dovuto escludere dal progetto le nuove centrali a gas. "La Confederazione spenderà miliardi di franchi per centrali a combustibili fossili che probabilmente non verranno mai utilizzate e che sono dannose per il clima e la qualità dell'aria", ha sostenuto Christophe Clivaz (Verdi/VS).

La proposta di introdurre un utilizzo a cascata delle riserve porterebbe ad una mancanza di flessibilità in caso di grave penuria, ha replicato Kolly. Il relatore commissionale ha anche giustificato il mantenimento nella legge degli impianti a gas, "che offrono una soluzione rapida e affidabile a una situazione di emergenza, e ciò a costi gestibili".

Per quanto attiene alla riserva termoelettrica, il Consiglio federale potrà, ad esempio, proporre valori obiettivo per il dimensionamento delle singole parti della riserva. La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) stabilisce il dimensionamento concreto. Oltre a ciò, per la partecipazione alla riserva, i gestori degli impianti ricevono un compenso. Se vengono prelevate le loro riserve, ricevono un indennizzo per l'energia prelevata.

Per non appesantire il bilancio dei gas serra, il Consiglio federale dovrà adeguare il diritto in materia di CO2, in particolare circa l'obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni. Potrà inoltre prevedere eccezioni proporzionate e a termine alle norme del diritto in materia di protezione dell'ambiente e alle prescrizioni d'esercizio cantonali, se ciò risulta indispensabile per l'esercizio dell'impianto.

Sostegno all'industria siderurgica

Durante l'esame del dossier il Consiglio nazionale ha anche approvato una disposizione, non prevista nel messaggio del Consiglio federale, destinata ad aiutare temporaneamente l'industria siderurgica e dell'alluminio attualmente in difficoltà. Le grandi aziende del settore potranno farsi rimborsare una parte delle tariffe per l'utilizzo della rete elettrica. Tale sostegno è sottoposto ad alcune condizioni, quali la garanzia quanto al mantenimento del sito di produzione, agli obblighi di trasparenza e alla rinuncia alla distribuzione di dividendi.

In Svizzera, contrariamente ai Paesi limitrofi dove queste aziende ricevono un massiccio sostegno statale, non esistono misure di politica industriale mirate, ha spiegato Stefan Müller-Altermatt (Centro/SO) a nome della commissione. Questo svantaggio competitivo mette sotto pressione le aziende dell'acciaio e dell'alluminio, che sono di fondamentale importanza per il Paese, ha aggiunto il solettese che ha ricevuto il sostegno dello schieramento rosso-verde: "l'acciaio svizzero è più ecologico di quello importato", hanno sottolineato i socialisti.

Critiche sono giunta da destra e dal PVL. Mike Egger (UDC/SG) non ha esitato a definire l'emendamento una "Lex Karl Marx". A suo avviso non si può sovvenzionare ogni settore in difficoltà. "Ciò di cui l'economia ha bisogno non nuove leggi e nuovi regolamenti, ma condizioni quadro liberali", ha sostenuto il sangallese.

"La proposta susciterebbe prevedibilmente e comprensibilmente i desideri di altre industrie che soffrono anch'esse per gli alti prezzi dell'energia", gli ha fatto eco Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG). "Non bisogna aprire questo vaso di Pandora", ha aggiunto.

Dopo un acceso dibattito, il Nazionale ha approvato le misure di sostegno con 105 voti contro 84 e 6 astenuti. Con 151 voti contro uno e 43 astensioni ha poi deciso di scorporare i provvedimenti a sostegno dell'industria siderurgica, che saranno così portati avanti un una legge separata, che nella volontà della maggioranza dovrà essere dichiarata urgente.

I due dossier - modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico e la legge urgente di aiuto al settore siderurgico - passano ora all'esame del Consiglio degli Stati.