Il plenum ha seguito le raccomandazioni della commissione preparatoria. Il suo relatore Peter Hegglin (Centro/ZG) si è detto poco convinto del fatto che casse cantonali uniche possano permettere risparmi significativi. Con un solo attore, c'è al contrario il rischio che i premi salgano ulteriormente invece di scendere, gli ha dato man forte Benedikt Würth (Centro/SG).
La maggioranza dei "senatori" ha ritenuto che questo modo di procedere comporterebbe inoltre serie difficoltà a livello di attuazione. Alcuni cantoni potrebbero infatti creare una cassa pubblica unica, mentre altri potrebbero voler mantenere l'attuale sistema basato sulla concorrenza. Un parallelismo che rischia di far insorgere problemi amministrativi, ad esempio quando un assicurato cambia domicilio.
Una minoranza perlopiù del campo rosso-verde si è battuta in favore dell'iniziativa. Il sistema attuale è ormai arrivato al limite, ha rimarcato Baptiste Hurni (PS/NE). "Perché avete paura se un cantone testa un modello alternativo?", ha chiesto ai colleghi il neocastellano.
A favore anche Mauro Poggia (MCG/GE), che fa dei costi dell'assicurazione malattie uno dei suoi cavalli di battaglia, il quale ha dichiarato che sul tema della sanità poco conta essere di destra o di sinistra. "La concorrenza non ha portato a nulla e non dovrebbe trovare spazio quando si parla di salute", ha affermato il ginevrino, che però non ha persuaso il resto della sala.