Una volta ha detto che non voleva passare alla storia, ma è proprio quello che ha fatto, diventando la prima donna a capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha proseguito Riniker, tracciando il ritratto di una donna pragmatica, pronta a rimboccarsi le maniche e ad accettare una sfida per niente facile.
Riniker ha poi voluto ricordare quanto il suo impegno sia stato apprezzato, tanto che nel 2019 è stata rieletta con 218 voti, un risultato che non si vedeva dal lontano 1971 con Hans-Peter Tschudi.
La presidente del Nazionale ha ricordato come Amherd abbia reso accettabili alla maggioranza proposte militari controverse, come l'acquisto di nuovi aerei da combattimento nel 2020, ma si sia battuta anche per rendere l'esercito più attrattivo per le donne e per l'integrazione di atleti con disabilità nella scuola reclute di sport d'élite dell'esercito.
Dopo l'aggressione russa all'Ucraina, la politica di sicurezza è tornata al centro dell'attenzione. Lei ha reagito, ha rilevato Riniker, ricordando l'aumento del budget dell'esercito, l'ammodernamento, la nuova Segreteria di Stato, la sicurezza informatica, la cooperazione internazionale.
Amherd ha dovuto affrontare anche la crisi del Covid e la più grande mobilitazione delle forze armate dalla Seconda guerra mondiale. La ministra ha anche sviluppato la protezione civile in modo che possa rispondere più rapidamente alle crisi.
Grazie alla sua lungimiranza, Amherd non solo ha scritto un capitolo della storia svizzera, ma ha anche costruito un ponte per la prossima generazione, ha concluso Maja Riniker.