(ats) La revisione della legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, proposta dal Consiglio federale e ampiamente appoggiata dal Parlamento è tornata oggi sui banchi della Camera del popolo per il dibattito legato ad alcune divergenze.

Già approvata a larga maggioranza da entrambe le Camere, oggi il Consiglio nazionale ha mantenuto ancoro una divergenza con i "senatori" su un punto che consentirebbe di introdurre nuove prestazioni sanitarie volte a favorire la permanenza a domicilio di anziani e disabili.

Al fine di promuovere l'indipendenza degli anziani e dei beneficiari di prestazioni complementari all'assicurazione invalidità, il progetto prevede la creazione di nuove prestazioni di assistenza a domicilio, tra cui un sistema di chiamate d'emergenza, aiuto nell'economia domestica, nonché un servizio per i pasti e i trasporti. Per queste prestazioni saranno versati anticipatamente importi forfettari.

A dicembre, il Consiglio nazionale aveva auspicato che le nuove prestazioni tenessero conto, nell'ambito dell'assistenza, anche dell'aspetto psicosociale. In seconda lettura oggi, con 120 voti contro 71, la Camera del popolo ha assecondato il volere dei "senatori", con grande disappunto della sinistra.

L'aspetto psicosociale "non è un'aggiunta simbolica", ha affermato Léonore Porchet (Verdi/VD). "Ma permettere di vivere dignitosamente per tutta la vita". Senza questa aggiunta, "la riforma non serve granché", le ha fatto eco Valérie Piller-Carrard (PS/FR).

Per Benjamin Roduit (Centro/VS), i Cantoni avranno comunque la possibilità di rimborsare questo tipo di prestazioni. Per la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider, la formulazione proposta dalla minoranza non era sufficientemente esaustiva.

Le nuove prestazioni di assistenza e cura a domicilio saranno rimborsate sulla base di importi forfettari mensili, come proposto dall'Esecutivo e già accettato dal Consiglio nazionale. La riforma permette di lasciare ai Cantoni una maggiore libertà nella fissazione degli importi, purché la loro somma non sia inferiore a 11'160 franchi all'anno.

Il diritto al rimborso sarà concesso in proporzione qualora la persona beneficiaria vive in parte in una struttura per le cure e in parte al proprio domicilio. Su questo punto il Nazionale ha seguito la modifica proposta dei "senatori", ma ha tuttavia aggiunto che in funzione di tale proporzione spetta al Consiglio federale disciplinarne i dettagli. Il dossier torna dunque ora agli Stati.