(ats) Il Consiglio federale deve presentare un "piano di attuazione per lo sviluppo del trasporto combinato in Svizzera fino al 2035". Lo ha chiesto il Consiglio degli Stati approvando parzialmente una mozione della sua Commissione dei trasporti. Respinto invece l'obbligo, per FFS Cargo, nel trasporto in carri completi isolati, di continuare a servire tutti i terminal che raggiungono i volumi minimi previsti dalla legge.

Il piano richiesto - adottato con 21 voti a 19 - dovrà tenere in considerazione tutti gli aspetti - terminali, tracce, pianificazione del territorio - e considerare tutti gli attori del settore: strada, ferrovia e Cantoni. Lo scopo è fornire uno sforzo comune per trasferire verso il settore del trasporto combinato da mezzo milione a un milione di camion ogni anno.

La proposta, contenuta nella mozione, di obbligare FFS Cargo nel trasporto combinato a servire regolarmente, nella forma del trasporto in carri completi isolati, tutti i terminal nelle regioni che raggiungono i volumi minimi previsti dalla legge sul trasporto di merci è invece, come detto, stata respinta (con 21 voti contro 15 e 5 astenuti). L'atto parlamentare voleva affidare a FFS Cargo il ruolo di coordinatore. L'azienda avrebbe anche dovuto offrire a terzi gli impianti dismessi, sulla base dei costi effettivi.

Queste proposte ostacolano l'orientamento di FFS Cargo verso competitività e sostenibilità economica, come invece previsto dalla legge, ha sostenuto Thierry Burkart (PLR/AG). "Trasportare merci in perdita su siti poco sfruttati equivale a un servizio pubblico, un servizio che, nel dibattito sulla legge sul trasporto merci, si era deciso di evitare e che a lungo termine comporterebbe nuovi vincoli di sussidio", ha aggiunto l'argoviese, ricordando come la Costituzione prevede il trasferimento del traffico solo da confine a confine.

"Sono stato a Bellinzona, ad ascoltare i dipendenti di FFS Cargo, visibilmente contrariati dalle decisioni aziendali", ha affermato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) nel suo intervento. "Non è mai un buon segnale quando chi lavora ogni giorno non comprende la strategia dell'azienda". Per questo motivo, "ritengo positiva questa mozione, che chiede di riflettere più a fondo prima di prendere decisioni irreversibili", ha detto il vodese. "Non ci troviamo davanti a un mercato completamente libero: esiste una politica pubblica da accompagnare", ha aggiunto.

Il punto approvato della mozione passa ora all'esame del Consiglio nazionale.