Il piano richiesto - adottato con 21 voti a 19 - dovrà tenere in considerazione tutti gli aspetti - terminali, tracce, pianificazione del territorio - e considerare tutti gli attori del settore: strada, ferrovia e Cantoni. Lo scopo è fornire uno sforzo comune per trasferire verso il settore del trasporto combinato da mezzo milione a un milione di camion ogni anno.
La proposta, contenuta nella mozione, di obbligare FFS Cargo nel trasporto combinato a servire regolarmente, nella forma del trasporto in carri completi isolati, tutti i terminal nelle regioni che raggiungono i volumi minimi previsti dalla legge sul trasporto di merci è invece, come detto, stata respinta (con 21 voti contro 15 e 5 astenuti). L'atto parlamentare voleva affidare a FFS Cargo il ruolo di coordinatore. L'azienda avrebbe anche dovuto offrire a terzi gli impianti dismessi, sulla base dei costi effettivi.
Queste proposte ostacolano l'orientamento di FFS Cargo verso competitività e sostenibilità economica, come invece previsto dalla legge, ha sostenuto Thierry Burkart (PLR/AG). "Trasportare merci in perdita su siti poco sfruttati equivale a un servizio pubblico, un servizio che, nel dibattito sulla legge sul trasporto merci, si era deciso di evitare e che a lungo termine comporterebbe nuovi vincoli di sussidio", ha aggiunto l'argoviese, ricordando come la Costituzione prevede il trasferimento del traffico solo da confine a confine.
"Sono stato a Bellinzona, ad ascoltare i dipendenti di FFS Cargo, visibilmente contrariati dalle decisioni aziendali", ha affermato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) nel suo intervento. "Non è mai un buon segnale quando chi lavora ogni giorno non comprende la strategia dell'azienda". Per questo motivo, "ritengo positiva questa mozione, che chiede di riflettere più a fondo prima di prendere decisioni irreversibili", ha detto il vodese. "Non ci troviamo davanti a un mercato completamente libero: esiste una politica pubblica da accompagnare", ha aggiunto.
Il punto approvato della mozione passa ora all'esame del Consiglio nazionale.