Nelle sue motivazioni a corredo dell'atto parlamentare, che era appoggiato pure dal governo, il vodese si dice preoccupato per i tagli dell'amministrazione statunitense, che stanno indebolendo diverse organizzazioni internazionali e istituzioni. Fra queste soprattutto l'Onu e le sue agenzie specializzate, di cui Ginevra costituisce il centro nevralgico.
Il Consiglio federale deve quindi presentare un piano d'azione che includa misure concrete per mobilitare i partner della Confederazione non solo in termini di finanziamento delle organizzazioni internazionali e non governative, ma anche di sensibilizzazione dell'intera comunità degli Stati in tutta la sua diversità, al fine di favorire una cooperazione più forte.
Secondo la maggioranza del plenum, attualmente il sistema multilaterale deve in effetti fronteggiare sfide politiche e finanziarie. Un piano d'azione è dunque necessario e dovrebbe sfociare in concrete attività di mobilitazione, sensibilizzando tutti i Paesi sulla questione. La Ginevra internazionale ne uscirebbe rafforzata.
A opporsi alla mozione era l'UDC. Stando al gruppo democentrista, Berna offre già un contributo sufficiente a favore del multilateralismo. In considerazione del messaggio dell'esecutivo sullo Stato ospite adottato lo scorso giugno e della futura strategia in materia di politica estera prevista per il febbraio 2026, reputava pertanto superflua l'adozione di misure supplementari.