In Svizzera più del 60% delle linee ad altissima tensione ha tra i 50 e gli 80 anni. Nei prossimi anni sarà dunque necessario rinnovarle. Si dovrà farlo anche per soddisfare i requisiti della crescente elettrificazione dell'approvvigionamento energetico e del passaggio da una produzione di corrente centralizzata a una sempre più decentralizzata, è stato ricordato.
Tra le misure per accelerare i progetti, il plenum ha deciso di inserire nella revisione il principio secondo il quale le linee ad alta o altissima tensione saranno aeree, come proposto dalla sua commissione preparatoria. In caso contrario la costruzione sarebbe troppo costosa, ha sottolineato Christian Wasserfallen (PLR/BE). Le reti ad alta capacità sono fondamentali per la transizione energetica e la decarbonizzazione, ha rilevato Marionna Schlatter (Verdi/ZH), chiedendo però delle eccezioni, in particolare legate alle rotte migratorie degli uccelli, e auspicando che gli Stati possano trovare una soluzione coinvolgendo i Cantoni.
Il ministro dell'ambiente e dell'energia Albert Rösti ha ricordato che il Consiglio federale aveva rinunciato a questo principio a seguito dei riscontri molto negativi raccolti in consultazione, dalla maggior parte dei Cantoni, da tutte le organizzazioni ambientaliste e di tutela del patrimonio culturale. C'è inoltre la questione dell'accettazione da parte della popolazione, ha fatto notare.
Per alleggerire l'onere per le autorità e offrire alla società di gestione della rete nazionale Swissgrid maggiore sicurezza di pianificazione, la revisione prevede inoltre che non sarà necessaria alcuna procedura del piano settoriale per la sostituzione o il rinnovamento delle linee ad altissima tensione attuali sul tracciato esistente o nelle sue immediate vicinanze.
Poiché gli impianti della rete di trasporto costituiscono un interesse nazionale secondo il diritto vigente, la loro realizzazione dovrebbe avere la precedenza rispetto ad altri interessi nazionali. Anche in questo caso ci sono eccezioni, ad esempio in caso di biotopi d'importanza nazionale.
Il progetto intende anche accelerare e semplificare la costruzione di stazioni di trasformazione al di fuori della zona edificabile. Prevede inoltre il coordinamento precoce con i Cantoni durante la pianificazione in modo da risparmiare sui costi, migliorare la qualità dell'infrastruttura di rete e accelerare le procedure di pianificazione e autorizzazione.
Il dossier va agli Stati.