(ats) I contratti collettivi di lavoro (CCL) dichiarati di obbligatorietà generale dovrebbero prevalere sui salari minimi cantonali. Nonostante l'opposizione della sinistra, il Consiglio degli Stati è entrato in materia (27 voti a 15) su un progetto di legge già accolto lo scorso giugno dal Nazionale. L'esame del dossier prosegue.

Attualmente, un CCL può essere ampliato solo se non contiene disposizioni contrarie al diritto federale o cantonale. La Camera del popolo si è però espressa a favore di un adeguamento della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL).

Il relativo messaggio era stato adottato dal Consiglio federale - malgrado l'esecutivo stesso fosse contrario al cambiamento - in adempimento a una mozione del consigliere agli Stati Erich Ettlin (OW/Centro), approvata dal Parlamento nel 2022.

I salari minimi sono in vigore a Ginevra, Neuchâtel, Giura, Basilea Città e in Ticino. La riforma non concerne direttamente quest'ultimo, dove il salario minimo già ora non si applica laddove i contratti collettivi con clausola di valenza generale fissano stipendi più bassi.

La priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall'erosione, stando al relatore della commissione, Fabio Regazzi (Centro/TI). Allo stesso tempo, i cantoni che già applicano un salario minimo che prevale su quelli previsti nei CCL - Ginevra e Neuchâtel - dovrebbero poter mantenere il loro regime attuale.

Una minoranza ha proposto invece per motivi istituzionali di non entrare in materia sul progetto. Esso non sarebbe compatibile con la Costituzione e interferirebbe con la ripartizione federalista dei compiti tra Confederazione e cantoni. Tiana Moser (Verdi liberali/ZH) ha ricordato che i salari minimi, laddove in vigore, sono stati approvati dal popolo: dal punto di vista democratico, il progetto è insomma problematico.

Sull'esempio di Moser, anche Pierre-Yves Maillard (PS/VD) ha argomentato che i salari minimi sono stati suggellati da un voto popolare. Il progetto in esame non solo interferisce con la sovranità dei Cantoni (ben 25 in consultazione hanno respinto il disegno di legge, n.d.r), ma anche del popolo.

Tra l'altro, ha sottolineato, alcuni cantoni hanno deciso sovranamente che i salati minimi non valgono in quei rami dove un CCL prevede remunerazioni inferiori. Maillard ha evocato anche il prossimo grande dibattito sull'Europa che si terrà in parlamento sui Bilaterali III, dove è anche in gioco anche la sovranità dei Cantoni: adottare questo progetto rappresenta a suo avviso un "autogol".