Nel suo atto parlamentare, il lucernese chiedeva che il rimborso del debito avvenga entro il 2045 agendo prevalentemente sulle uscite. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale proponeva di considerare anche l'eventualità di nuovi introiti, escludendo tuttavia un aumento dell'IVA e dei prelievi salariali.
La commissione ha ritenuto che il testo iniziale, per come era formulato, fosse troppo restrittivo, ha spiegato il suo relatore Cyril Aellen (PLR/GE). Un rimborso di tale portata, basato principalmente sulle spese, non è realistico senza intervenire sulle prestazioni, ha sostenuto il ginevrino, che ha comunque sottolineato l'importanza di definire fin da subito un mandato politico chiaro.
La minoranza guidata da Barbara Gysi (PS/SG) ha chiesto di bocciare la mozione, poiché ritiene la problematica del debito già presa in considerazione nel quadro della revisione dell'AI attualmente in corso. La volontà di non aumentare i contributi salariali sarebbe in contraddizione con le linee guida fissate dal Consiglio federale, ha aggiunto la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.
La ministra della socialità ha ricordato l'avamprogetto di riforma dell'AI che il governo invierà in consultazione entro fine anno, che mira a rafforzare l'integrazione professionale e frenare l'aumento del numero di nuove rendite. Le misure che saranno proposte dovrebbero portare, a medio e lungo termine, a una riduzione delle spese e a un miglioramento della situazione finanziaria dell'AI. Se ciò non dovesse bastare, il Consiglio federale prevede tuttavia di aumentare i contributi salariali dello 0,1-0,2%, ha ricordato Baume-Schneider.
Al voto, la proposta dell'UDC - che non è intervenuta in aula - di considerare la mozione nella sua versione iniziale è stata bocciata con 106 voti contro 78 e 4 astenuti. La proposta di adottare l'atto parlamentare nella versione modificata dalla commissione è da parte sua stata respinta con 126 voti contro 61 (al No della sinistra si è aggiunta l'opposizione dei democentristi a considerare nuove entrate).