Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, che ha accolto la proposta della Conferenza di conciliazione (37 voti a uno e tre astenuti). Il dossier va al Nazionale che dovrebbe dare il via libera a questa soluzione già oggi.
Il compromesso si è reso necessario giacché gli Stati volevano che la nuova disposizione entrasse in vigore immediatamente, ossia valesse già per chi stava scontando la pena, mentre il Nazionale auspicava che riguardasse solo le persone condannate alla detenzione a vita dopo l'entrata in vigore del Codice penale modificato, ha rammentato in aula il "senatore" Daniel Jositsch (PS/ZH).
Va ricordato che, secondo una minoranza di "senatori" vicini alla posizione dei colleghi del Nazionale, i carcerati che si sono comportati bene per molto tempo non dovrebbero essere penalizzati con ulteriori anni di carcere.
Alla fine, insomma, visto che i due rami del parlamento non hanno voluto o potuto cedere, si è imposto un compromesso che, come sempre, non soddisfa proprio tutti, ha sottolineato il professore di diritto penale all'ateneo di Zurigo.
Le nuove regole del CP, stando al testo in votazione, "non si applicano all'esecuzione di sentenze sulla base delle quali il condannato, al momento dell'entrata in vigore della modifica del 20 marzo 2026, ha scontato più di dieci anni di una pena detentiva a vita".