(ats) In caso di epizoozia sarà consentito, a determinate condizioni, immettere temporaneamente in commercio vaccini e altri farmaci veterinari immunologici non omologati per prevenirne o contenerne la diffusione. È quanto prevede una revisione della legge in materia, approvata oggi all'unanimità dal Consiglio degli Stati.

Le attuali disposizioni della legislazione in materia di agenti terapeutici sono inadeguate. In occasione di recenti focolai di epizoozie - virus della febbre catarrale ovina, dermatite nodulare contagiosa - l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha dovuto emanare una decisione di portata generale per consentire l'importazione e l'uso di un vaccino. Questa è però soltanto una soluzione d'emergenza.

Per colmare le lacune è necessario modificare direttamente la legge, ha spiegato la relatrice commissionale Isabelle Chassot (Centro/FR), precisando che per l'importazione temporanea di vaccini non omologati il presupposto è che non siano disponibili in Svizzera medicamenti veterinari alternativi ed equivalenti e che non sia possibile importare un preparato corrispondente omologato all'estero.

Il rilascio dell'autorizzazione compete all'USAV, che a tale scopo si consulta con l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) per la valutazione tecnica delle richieste. Se il farmaco veterinario in questione contiene organismi geneticamente modificati o agenti patogeni, viene coinvolto anche l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Di norma sono i detentori di animali che decidono autonomamente se far vaccinare i propri animali. In circostanze eccezionali le autorità possono però ordinare la vaccinazione per limitare un'epizoozia o prevenire l'insorgere di focolai.

Durante il dibattito, i "senatori" hanno tacitamente aggiunto al disegno di legge un emendamento che autorizza la Confederazione a versare un indennizzo ai detentori degli animali da reddito interessati. Questa somma di denaro è destinata a coprire le perdite di ricavi o i costi supplementari causati dalle misure preventive ordinate dalle autorità veterinarie in caso di epizoozie altamente contagiose.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio nazionale.