(ats) Gli acquisti privati su piattaforme estere vanno meglio regolamentati. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, con 139 voti contro 49 e 7 astenuti, cinque mozioni identiche depositate da Verdi, PS, Centro, PLR e UDC.

Con la crescita delle piattaforme commerciali online estere, i consumatori svizzeri si trovano sempre più spesso di fronte a prodotti poco sicuri, se non addirittura pericolosi. La maggior parte dei consumatori non è consapevole del fatto che questi ordini non offrono gli stessi standard in materia di sicurezza dei prodotti di un acquisto effettuato in Svizzera, si legge nel testo degli atti parlamentari.

Si tratta di tutela dei consumatori e della loro salute, ma anche di equità economica, ha dichiarato in aula Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD). I nostri commercianti devono rispettare norme rigorose. Non possiamo allo stesso tempo accettare che piattaforme estere possano vendere direttamente sul nostro mercato prodotti che non rispettano gli stessi requisiti. I cinque autori delle mozioni chiedono quindi un adeguamento della Legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso (LDerr).

Il Consiglio federale ha invece chiesto di bocciare l'atto parlamentare facendo appello alla responsabilità dei consumatori svizzeri, così come dei commercianti online esteri.

Ogni giorno entrano in Svizzera diverse centinaia di migliaia di pacchi. Anche aumentando considerevolmente le risorse umane e finanziarie, sarebbe possibile effettuare alla frontiera soltanto controlli a campione, ha dichiarato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

Tali controlli non hanno infatti un effetto duraturo, poiché è possibile soltanto ritirare dal mercato il prodotto in questione, ma non risolvere alla radice il problema inerente al fabbricante, ha sostenuto la ministra dell'interno. Inoltre, controlli a campione su determinati prodotti problematici rischiano di creare nei consumatori un falso senso di sicurezza, portandoli a credere che i prodotti acquistati siano stati controllati, quando in realtà solo un numero molto limitato di articoli sarebbe stato effettivamente sottoposto a verifica.

Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.