La riforma proposta dal Consiglio federale, suddivisa in più parti, prevede che in futuro ogni persona possa decidere già in anticipo chi nominare quale curatore. Qualora una persona diventi incapace di discernimento, occorrerà quindi tenere conto, per quanto possibile, dei suoi desideri.
Per rafforzare l'autodeterminazione e la solidarietà nella famiglia nel quadro del diritto della protezione degli adulti, anche i conviventi di fatto dovrebbero avere il diritto di rappresentare i loro partner incapaci di discernimento. Nel caso in cui rinunciassero all'esercizio della curatela, le persone vicine dovrebbero comunque essere maggiormente coinvolte nei procedimenti e nell'attività dei curatori.
Inoltre, l'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) dovrà verificare se le persone vicine possano essere nominate curatori. Anche se già oggi le APMA effettuano una simile verifica, con la revisione l'esame diventerebbe obbligatorio.
Inoltre, l'obbligo di avviso sarà esteso alle persone che, pur non esercitando alcuna attività ufficiale, hanno regolarmente contatti con persone bisognose di aiuto come i collaboratori di organizzazioni di sostegno private. Infine, una statistica federale sulle misure di protezione dei minori e degli adulti fornirà una panoramica più chiara della situazione.
A nome dell'Esecutivo, il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), Beat Jans, si è detto convinto che il coinvolgimento delle persone vicine possa essere importante per il successo delle misure di protezione.
La Camera del popolo non ha sostanzialmente contestato il progetto. Nella votazione sul complesso, il Nazionale ha approvato all'unanimità la revisione precisando però che le autorità di protezione degli adulti possono concedere agevolazioni alle persone vicine per quanto riguarda l'obbligo di allestire l'inventario, la presentazione periodica dei rapporti e di conti. Ciò dovrebbe valere nei casi in cui la situazione finanziaria della persona interessata "sia semplice".
Infine, il Consiglio nazionale ritiene necessario che i procedimenti avviati in malafede possano essere rapidamente archiviati dall'autorità di protezione degli adulti. Ha pertanto deciso che quest'ultima debba accertare d'ufficio i fatti nel più breve tempo possibile.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.