Con la sua mozione, il capogruppo dell'UDC mira non solo a contribuire alla riduzione dei prezzi dei terreni, ma anche a contrastare la penuria di alloggi e a permettere agli svizzeri di acquistare più facilmente un'abitazione. A suo avviso, per molte famiglie del ceto medio risulta sempre più complicato acquistare un'abitazione e anche le PMI sono confrontate a un sensibile aumento dei prezzi degli immobili commerciali.
Per Aeschi inoltre il forte aumento dei prezzi degli alloggi è dovuto, oltre alla scarsità di terreni e alla forte immigrazione, anche alla notevole domanda estera.
Aeschi ha stralciato alcuni punti della proposta che avrebbero potuto violare determinati impegni internazionali della Svizzera, come l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, incassando così a sorpresa il sostegno della sinistra.
Per l'ala rosso-verde si tratta di scongiurare l'investimento in Svizzera di capitali esteri, che rende sempre più difficile per molte famiglie acquistare un'abitazione nel Paese, ha spiegato Jacqueline Badran (PS/ZH) a nome della commissione. La mozione, ha puntualizzato la zurighese, non riguarda tuttavia gli stranieri che vivono nella Confederazione. "Il mercato immobiliare elvetico è il più attrattivo del mondo. Abbiamo una valuta stabile e tassi bassi. Tutti vogliono accedervi. Ma la disponibilità di terreni è limitata", ha ribadito la socialista.
Ad opposti al testo sono stati il Centro, il PLR e i Verdi liberali. La normativa riguarda soltanto 1'500 autorizzazioni d'acquisto all'anno, pari allo 0,03% delle abitazioni in Svizzera, ha spiegato Sidney Kamerzin (Centro/VS). "Difficilmente una quota così esigua è in grado di influenzare realmente i prezzi degli immobili in Svizzera", ha sostenuto.
A suo avviso, la revisione interesserebbe soltanto le regioni di montagna e quelle turistiche, ma non le zone in cui vi è effettivamente una carenza di alloggi. "Credete davvero che vietare l'acquisto di abitazioni di vacanza e chalet in Vallese, Ticino, Grigioni e Berna possa migliorare la situazione nelle città?" ha chiesto retoricamente il vallesano al plenum. "La risposta ovviamente è no", ha aggiunto.
Anche il Consiglio federale ha respinto la mozione. Il ministro della Giustizia Beat Jans ha ricordato invano che l'Esecutivo ha già deciso in aprile di inasprire la "Lex Koller". Il progetto mira proprio a risponde alle richieste contenute nella mozione di Aeschi, ha affermato Jans, senza successo. Spetterà ora al Consiglio degli Stati pronunciarsi.