L'atto parlamentare in questione - depositato dal "senatore" Charles Juillard (Centro/JU) e approvato a giugno dalla Camera dei Cantoni - chiede alla Confederazione di sviluppare, cofinanziare, gestire e supervisionare un'infrastruttura digitale sovrana (servizio cloud e piattaforma di scambio isolata). Quest'ultima deve essere creata in collaborazione con i Cantoni, gli istituti di ricerca e il settore privato.
L'ascesa fulminea dell'IA sta moltiplicando le minacce informatiche e i rischi da ingerenze esterne, ha detto Gerhard Andrey (Verdi/FR) a nome della Commissione. La Confederazione ha quindi urgentemente bisogno di una rete digitale sovrana svizzera, in modo che imprese e infrastrutture critiche possano gestire i propri dati e garantire che questi non transitino attraverso hub esteri, ha spiegato Andrey.
L'ia apre le porte ad attacchi informatici sempre più sofisticati, rappresentando un rischio potenziale concreto per le nostre imprese e infrastrutture critiche, ha aggiunto Isabelle Chappuis (Centro/VD). Per garantire la nostra sicurezza informatica, oltre ai servizi offerti da alcuni dei principali attori globali, abbiamo bisogno di un mix flessibile di componenti e servizi, sia pubblici che privati, creati e gestiti a livello locale, ha ribadito. Ciò di cui disponiamo in tale ambito è ancora largamente insufficiente, ha affermato Chappuis.
Per una minoranza invece il vasto tema della digitalizzazione e i rischi correlati a questa tecnologia sono attualmente oggetto di numerosi interventi parlamentari pendenti. Il testo - ha indicato Mauro Tuena (UDC/ZH) - è quindi superfluo e rischia di rallentare i progetti che mirano già allo sviluppo di strumenti più precisi per la promozione della sovranità digitale.
Davanti al plenum, il consigliere federale Albert Rösti ha colto la palla al balzo, puntualizzando che in effetti è attualmente in corso anche l'elaborazione di un progetto da porre in consultazione sulla regolamentazione dell'IA.
Il responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e della comunicazione (DATEC), ha inoltre deplorato invano che la realizzazione delle infrastrutture richieste dalla mozione causerà un onere finanziario estremamente elevato, verosimilmente di svariati miliardi.
Rösti ha infine detto che la Confederazione dispone già delle basi legali sufficienti per attuare le misure richieste dalla mozione. Altre sono invece in fase di elaborazione, come ad esempio lo Swiss Government Cloud (SGC), con il quale entro il 2032 si prevede di realizzare una nuova infrastruttura ibrida multi-cloud, di cui beneficeranno in particolare la Confederazione, ma anche i Cantoni e i Comuni.