Di questi, 100 milioni di franchi sono destinati alla pianificazione e alle attività preliminari per le centrali elettriche di riserva, mentre i restanti 31,3 milioni serviranno a finanziare la centrale elettrica di riserva di Monthey (VS), che fino al 2030 fungerà da soluzione transitoria.
"Una riserva di elettricità è assolutamente indispensabile: in caso di penuria, soprattutto se questa dovesse interessare anche i Paesi vicini, la Svizzera rischierebbe di non poter contare su importazioni sufficienti", ha spiegato Nicolas Kolly (UDC/FR) a nome della commissione. "Una grave penuria - ha proseguito - potrebbe causare danni economici nell'ordine di miliardi di franchi, a cui si aggiungerebbero conseguenze inaccettabili sul piano della sicurezza, sociale e ambientale".
Le diverse forme di riserva, ha affermato Kolly, hanno ruoli complementari: l'acqua conservata nelle dighe può essere utilizzata in un secondo momento, ma non consente di produrre elettricità supplementare; i gruppi elettrogeni di soccorso non sono sempre disponibili e, in genere, possono funzionare solo per un periodo limitato. Le centrali di riserva possono invece fornire una potenza significativa e mantenere la produzione di elettricità per un periodo prolungato.
Per poter affrontare situazioni critiche, la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) raccomanda, a partire dal 2030, una capacità di riserva permanente di almeno 500 MW, in aggiunta alla riserva di energia idroelettrica. Poiché la realizzazione di queste infrastrutture richiede diversi anni, è necessario avviare i preparativi prima che si verifichi un'eventuale penuria, ha avvertito Kolly.
Da notare che, nel suo messaggio, il Consiglio federale aveva chiesto lo stanziamento di altri 2,18 miliardi di franchi per la costruzione di quattro nuove centrali elettriche di riserva. La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Nazionale ha però deciso di dividere il progetto in due parti: il credito di oltre 2 miliardi sarà discusso soltanto il prossimo anno, quando ElCom pubblicherà il suo rapporto periodico sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico.
Il credito di 131,3 milioni passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.