(ats) Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, con 120 voti contro 70 e 4 astensioni, il messaggio sugli immobili civili della Confederazione che prevede spese per 773,8 milioni di franchi. Tra i progetti più importanti figurano al risanamento della Biblioteca nazionale a Berna e la ristrutturazione dell'ambasciata svizzera a Londra.

Con un investimento di 211,7 milioni di franchi, il progetto più importante che figura nel messaggio riguarda la Biblioteca nazionale, sede dell'Ufficio federale della cultura. L'edificio degli anni Trenta, situato nel quartiere dei musei della città federale, verrà sottoposto a un ampio risanamento. I lavori - si evidenzia nella nota - prevedono la realizzazione di un ampliamento sotterraneo e l'adeguamento degli impianti climatici agli standard attuali per la conservazione dei beni culturali.

A Londra, invece, la Confederazione intende investire 96 milioni di franchi per il completo rinnovo dell'ambasciata costruita nel 1971 e una delle principali rappresentanze della Svizzera nel mondo. Il complesso, afferma il Consiglio federale nel messaggio, necessita di un risanamento completo dopo oltre 50 anni di esercizio.

Tra gli altri progetti per il quale è stata avanzata la richiesta di un credito d'impegno figurano la ristrutturazione e il risanamento di edifici amministrativi e didattici a Berna e a Macolin (BE) nonché la costruzione del nuovo magazzino per l'Archivio federale svizzero a Zollikofen (BE).

Durante le discussioni l'UDC ha chiesto di rinunciare a investire 44,2 milioni di franchi per il Centro visite e informazioni del Parlamento. Il credito comprende la locazione per 12 anni e la sistemazione degli spazi.

Al di là della questione finanziaria, c'è una domanda più fondamentale, ha dichiarato Thomas Stettler (UDC/JU): "cosa cerca un visitatore che viene a Berna per visitare il Parlamento? Non vuole semplicemente entrare in un locale, guardare un'esposizione e ascoltare una spiegazione teorica sulla democrazia svizzera. Vuole entrare nel Palazzo federale, passare sotto la cupola e vedere le sale del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati".

Il nuovo centro non sostituirà l'attuale visita al Palazzo del Parlamento, che sarà mantenuta e potrà essere abbinata alla nuova offerta, ha replicato Alex Farinelli (PLR/TI) a nome della commissione. Il centro consentirà inoltre visite spontanee senza prenotazione, sarà accessibile senza barriere e resterà fruibile anche quando l'accesso al Palazzo sarà limitato, in particolare durante le sessioni. Permetterà così di rafforzare il dialogo tra Parlamento e popolazione e di rendere le istituzioni democratiche più visibili e comprensibili, ha aggiunto il ticinese. Al voto il plenum l'ha seguito con 113 voti contro 71 (9 astenuti).

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.