(ats) Entro un massimo 48 ore dal fermo di polizia, e non più entro 24, un arrestato deve essere liberato o tradotto dinanzi al ministero pubblico. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una mozione degli Stati in questo senso con 113 voti favorevoli e 68 contrari.

Secondo il testo, il termine attualmente previsto nel Codice di procedura penale è insufficiente per permettere alla polizia di assicurare tutte le prove, in particolare nei casi di proteste degenerate, in cui le forze dell'ordine sono confrontate con estesi controlli d'identità e arresti provvisori, come accaduto nell'esempio citato della manifestazione pro-palestina a Berna dell'anno scorso. Se l'arresto è stato preceduto da un fermo, la durata di quest'ultimo è computata nel termine.

La modifica era sostenuta dalla Commissione degli affari giuridici (CAG-N), mentre era contrastata da una minoranza - che non condivideva le difficoltà nel raccogliere le prove in tempo utile e respingeva qualsiasi estensione dei poteri della polizia, considerando che la misura non si applicherà solo alle manifestazioni - e dall'Esecutivo. Secondo il ministro di polizia e giustizia Beat Jans, va lasciato tempo a sufficienza per la procura e al giudice dei provvedimenti coercitivi, per svolgere i loro compiti entro le 96 ore massime stabilite dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per la decisione finale riguardo all'arresto preventivo o alla scarcerazione.

Il Consiglio federale è ora incaricato di elaborare un disegno di legge.