Il progetto mirava a prorogare, a partire dal prossimo anno e fino alla fine del 2031, una legge introdotta dopo la crisi energetica dell'estate 2022. Il Consiglio federale aveva fissato il credito d'impegno a 7 miliardi di franchi.
Il meccanismo di salvataggio avrebbe consentito alle aziende interessate, ovvero Axpo, Alpiq e BKW, di evitare una carenza di liquidità. Queste imprese, in cambio della garanzia statale, avrebbero dovuto versare un corrispettivo finanziario alla Confederazione. La legge prevedeva inoltre obblighi di informazione, che avrebbero consentito alle autorità federali di monitorare i rischi.
La situazione è cambiata dal 2022, ha affermato Thierry Burkart (PLR/AG) a nome della commissione. Le imprese e i loro proprietari devono assumersi le proprie responsabilità.