(ats) Protezione dei salari, referendum e immigrazione: questi tre temi hanno caratterizzato il dibattito-maratona al Consiglio degli Stati sul pacchetto di accordi con l'UE. Sia il campo europeista sia gli scettici e gli oppositori dei "Bilaterali III" hanno potuto conseguire successi parziali. Ecco una panoramica sintetica di quanto è emerso dopo i quattro giorni e le 24 ore di discussioni alla Camera dei Cantoni.

Referendum

Secondo i "senatori", il pacchetto di stabilizzazione UE dovrà essere sottoposto al popolo e ai Cantoni. Tuttavia, da un lato, hanno deciso per un referendum obbligatorio sui generis, ma, dall'altro, hanno anche approvato un progetto per una modifica costituzionale separata. Insomma, il Consiglio nazionale dovrà occuparsi di entrambe le proposte.

Inoltre, la Camera del popolo dovrà pronunciarsi sul progetto governativo di referendum facoltativo (maggioranza semplice). Tale proposta è stata respinta dalla Camera dei Cantoni con 23 voti contro 17 e 3 astensioni.

Con quest'ultima decisione, i critici dell'UE hanno più chance di affossare il ponderoso dossier. Se la doppia maggioranza dovesse passare in Parlamento, un successo dei cosiddetti "Bilaterali III" alle urne potrebbe essere più difficile da ottenere. I sostenitori si sono già detti preoccupati.

Protezione dei salari

Con una maggioranza sorprendentemente netta, la Camera dei Cantoni ha invece approvato il compromesso sulla protezione dei salari negoziato a lungo dalle parti sociali (13 misure). Ha inoltre detto "sì" alla controversa misura 14, che mira a una migliore protezione dei rappresentanti del personale e sindacali nelle aziende in caso di licenziamento. Si tratta di un successo parziale per la sinistra e i sindacati.

Anche per le altre nuove disposizioni sulla tutela salariale contenute nel pacchetto di accordi, il Consiglio degli Stati è rimasto sulla linea dell'UE e del Consiglio federale. L'obbligo di versare una cauzione per le imprese che distaccano lavoratori in Svizzera dovrebbe quindi essere abolito. Una cauzione potrebbe essere richiesta solo se un'impresa non ha già adempiuto ai propri obblighi in precedenza.

Immigrazione

In caso di ricorso alla clausola di salvaguardia, il Consiglio federale dovrebbe poter imporre una tassa per limitare l'immigrazione. Il Consiglio degli Stati ha approvato un simile strumento. Per i lavoratori stranieri dovrebbero pagare i datori di lavoro (almeno 4'000 franchi), per i familiari maggiorenni la persona che li raggiunge in Svizzera (almeno 2000 franchi). In generale, il Consiglio degli Stati ha inasprito le disposizioni relative alla clausola di salvaguardia.

La Camera dei Cantoni ha inoltre deciso che i cittadini dell'UE dovranno presentare un estratto del casellario giudiziale al momento del trasferimento in Svizzera. Il Consiglio degli Stati ha anche approvato un ulteriore inasprimento riguardante il soggiorno permanente dei cittadini comunitari. I beneficiari dell'assistenza sociale e le persone disoccupate non dovrebbero in generale poter presentare una richiesta soggiorno. Per costoro, il termine di cinque anni per l'ottenimento del diritto di soggiorno ripartirebbe da zero.

Su questi punti hanno prevalso i partiti borghesi. La sinistra ha parlato di una "violazione della libera circolazione delle persone contraria al trattato" e di un "contributo all'immigrazione insensato". Occorrerà vedere se queste decisioni saranno corrette dal Consiglio nazionale.

Contributo alla coesione

Per gli anni dal 2030 al 2036, in caso di approvazione del pacchetto di accordi con l'UE, la Svizzera si impegna a effettuare pagamenti annuali. Il Consiglio degli Stati ha approvato a larga maggioranza questi crediti d'impegno relativi alla coesione, per un totale di 3,3 miliardi di franchi.

Per gli oppositori e gli scettici ai trattati UE, questo punto negoziale è controverso. La Svizzera non dovrebbe soltanto recepire dinamicamente il diritto dell'UE, ma anche pagare per la propria partecipazione al mercato interno europeo, è stato criticato in aula. Tra i "senatori" hanno però prevalso i favorevoli ai contributi di coesione. Il mercato interno dell'UE porterebbe alla Svizzera un guadagno annuale pari a un multiplo dei crediti richiesti, è stato dichiarato durante il dibattito.

Formazione

Il Consiglio degli Stati ha inoltre approvato il credito d'impegno per la partecipazione svizzera al programma europeo di formazione Erasmus+nel 2027. Questo contributo di 192,6 milioni di franchi era controverso. La commissione competente aveva proposto al plenum di approvare la relativa decisione, ma con un margine risicatissimo. La commissione delle finanze, a causa della delicata situazione finanziaria, aveva chiesto con una maggioranza risicata di respingere il credito per Erasmus+.

Il "sì" è un successo per il fronte favorevole alla politica europea. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha sottolineato nel dibattito che un "no" del Parlamento al credito potrebbe essere accolto negativamente dall'UE nella valutazione complessiva delle discussioni.

Valutazione complessiva

Nel complesso, il campo europeista ha ottenuto un leggero sopravvento al Consiglio degli Stati. Tuttavia, le discussioni durate ore hanno mostrato che il dossier può rapidamente vacillare. Il principale pomo della discordia è il recepimento dinamico del diritto, che secondo i critici del pacchetto sui Bilaterali III mette a rischio la sovranità svizzera.

Oltre all'opposizione di fondo dell'UDC, anche nel PLR e nel Centro vi sono esponenti di spicco molto scettici. Alla luce di un eventuale voto con doppia maggioranza, questa situazione di partenza potrebbe rivelarsi insidiosa per i favorevoli al pacchetto di accordi.

Tabella di marcia

Ora l'intero dossier - anche i nuovi accordi sulla sicurezza alimentare e la sanità - passa al Consiglio nazionale. Lì è prevedibile una discussione ancora più lunga durante la sessione invernale. Una votazione popolare prima delle elezioni dell'autunno 2027 sarebbe possibile, anche se il calendario in tal senso è molto ambizioso.

Dal canto suo, il nuovo accordo sull'elettricità dovrebbe essere discusso per la prima volta al Consiglio degli Stati a dicembre. Quest'ultima parte del pacchetto di accordi con l'UE non era ancora pronta per essere trattata durante la sessione appena conclusasi, poiché la commissione competente del Consiglio degli Stati non ha ancora terminato i suoi lavori al riguardo.