Con 9 voti contro 3, nella votazione sul complesso, la CSSS-S propone al proprio Consiglio di accettare il decreto federale 4 del pacchetto Svizzera – UE (Bilaterali III; 26.023) concernente l’Accordo sulla sanità. Precedentemente la Commissione aveva deciso di entrare in materia sul progetto altresì con 9 voti contro 3. La CSSS-S ritiene che l’Accordo sia di grande utilità per la sicurezza sanitaria della popolazione svizzera. La pandemia di Covid-19 ha infatti mostrato in modo lampante l’importanza fondamentale della collaborazione internazionale nella lotta ai rischi sanitari. In considerazione della posizione geografica del nostro Paese, lo stretto contatto con le autorità europee risulta essenziale. All’inizio della discussione la Commissione ha ricevuto ragguagli sui costi dell’Accordo per la Confederazione, i Cantoni e i fornitori di prestazioni, sulle ripercussioni del Protocollo sulla sicurezza alimentare sulla legislazione svizzera nel settore dei medicamenti per uso umano e veterinario, nonché sull’interazione con le norme sanitarie internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Una minoranza propone di non entrare in materia sul progetto.
Con 5 voti contro 4 e 3 astensioni, la Commissione ha respinto l’assoggettamento dell’Accordo sulla sanità al referendum obbligatorio. La questione di principio, ossia se i Bilaterali III, e in particolare la loro parte sulla stabilizzazione delle relazioni, debbano essere assoggettati a referendum obbligatorio, sarà trattata dalla Commissione della politica estera e da quella delle istituzioni politiche. A prescindere da questa discussione, essendo il suo campo di applicazione limitato alla sicurezza sanitaria, secondo la CSSS-S l’Accordo sulla sanità non comporta alcun conflitto normativo che potrebbe giustificare l’assoggettamento a un referendum obbligatorio sui generis. La Commissione ritiene che le ripercussioni dell’Accordo sull’ordinamento giuridico svizzero siano nel complesso modeste. Una minoranza della Commissione è invece del parere che gli elementi istituzionali contenuti anche nell’Accordo sulla sanità costituiscano un’ingerenza grave nella sovranità della Svizzera e propone pertanto di prevedere un referendum obbligatorio.
Presieduta dal consigliere agli Stati Hannes Germann (UDC, SH), la Commissione si è riunita a Berna il 23 aprile 2026. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.