(ats) Il progetto riguardante la cartella informatizzata del paziente (CIP) - incluso il sostegno finanziario transitorio - deve proseguire. Seppur d'accordo sul versamento di 30 milioni di franchi, c'è voluta una conferenza di conciliazione per finalizzare un testo ormai pronto per le votazioni finali di domani.

Nelle intenzioni del Consiglio federale, in futuro tutti gli operatori sanitari dovranno utilizzare la CIP, sia negli ospedali che negli studi medici o nelle farmacie. Ma questa revisione completa della legge richiederà diversi anni. Per questo motivo, al fine di incoraggiarne la diffusione (attualmente, appena 20 mila persone in Svizzera dispongono di una CIP) il sostegno transitorio dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2024.

Da parte sua, la Confederazione potrà attribuire una somma massima di 30 franchi per cartella aperta. Questo aiuto finanziario è legato a una partecipazione perlomeno equivalente dei Cantoni.

Allo scopo di incitare le comunità di riferimento a diffondere rapidamente la CIP, il contributo versato da Berna dipenderà dal numero di dossier aperti. Le comunità potranno chiedere retroattivamente un aiuto per le cartelle già aperte. Il progetto prevede che i pazienti siano liberi di scegliere una comunità di riferimento: tale condizione è inclusa nella disposizione relativa al consenso.

Due i punti di maggior attrito che hanno fatto "litigare" il parlamento: il primo riguardava il finanziamento delle comunità di riferimento da parte dei Cantoni. Il Nazionale voleva che tale sostegno fosse accordato a prescindere dalla comunità di riferimento scelta. Alla fine, l'hanno spuntata i "senatori": i Cantoni potranno invece scegliere quale comunità di riferimento sostenere.

Tale soluzione tiene conto dei Cantoni romandi, più avanti in questo dossier rispetto ad altre realtà. Friburgo, Ginevra, Giura, Vallese e Vaud sostengono infatti la comunità di riferimento "CARA", mentre Neuchâtel ha una propria soluzione con "Mon Dossier Santé".

L'ultima divergenza riguardava l'obbligo o meno di affiliazione entro tre anni per tutti i fornitori di prestazioni a una comunità di riferimento o a una comunità certificata. Il Nazionale era per l'obbligo con un eccezione per i medici di oltre 60 anni al momento dell'entrata in vigore del progetto.

Su questo punto, oggetto della conferenza di conciliazione, l'hanno spuntata ancora gli Stati, contrari all'affiliazione obbligatoria, un aspetto quest'ultimo che per i "senatori" dovrà essere trattato nel corso di una revisione totale della legge. Alla fine la Camera del popolo si è piegata alla volontà degli Stati con un solo voto di scarto.