(ats) Il progetto di legge, già adottato dal Nazionale, con cui s'intendono migliorare le disposizioni attuali che assicurano gli imprenditori alla casse disoccupazione va rivisto alla luce dei possibili abusi e delle ripercussioni finanziarie.

Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati che, dopo essere entrato in materia (30 a 14) sul disegno di legge in questione - frutto di un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Andri Silberschmidt (PLR/ZH) - contro il parere del Consiglio federale e di una minoranza del plenum, ha deciso di rinviare il tutto alla sua commissione preparatoria come raccomandato dal "senatore" Beat Rieder (Centro/VS) per 27 voti a 18.

La situazione attuale

Attualmente chi occupa una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, per esempio come socio o detentore di una partecipazione finanziaria, così come il coniuge che lavora nell'impresa, è tenuto a versare i contributi per l'assicurazione contro la disoccupazione. Per beneficiare delle prestazioni in caso dovesse restare senza lavoro deve però rinunciare definitivamente alla sua posizione.

Ci sono tuttavia delle situazioni in cui non è così facile liberarsi rapidamente di queste posizioni, ad esempio in caso di fallimento o quando c'è di mezzo un divorzio, è stato affermato in aula. Questa procedura può durare anni.

Le novità

La riforma, invece, dovrebbe consentire loro di disporre di un accesso più rapido e semplice all'indennità di disoccupazione nel rispetto di condizioni più severe rispetto ai "normali" disoccupati: saranno infatti soggetti a un periodo di attesa di 20 giorni e riceveranno il 70% del salario assicurato.

Inoltre, per ricevere le indennità gli interessati non devono essere membri del consiglio di amministrazione e devono aver lavorato per l'azienda per almeno due anni. Un'eccezione a questo limite temporale è prevista per le persone che lavorano in professioni in cui i cambiamenti o gli incarichi di durata limitata sono comuni, come nel settore culturale.

Le persone che beneficiano dell'estensione del diritto alla disoccupazione e che sono nuovamente assunte nella stessa azienda entro il termine quadro per la riscossione della prestazione o nei tre anni successivi saranno tuttavia chiamate a rimborsare le indennità ricevute. Anche in questo caso si è formulata una eccezione per i lavoratori del settore culturale.