(ats) Lo statuto di protezione S concesso agli Ucraini rifugiatisi in Svizzera dovrebbe essere revocato o non rinnovato a determinate condizioni. È l'opinione del Consiglio nazionale che ha approvato oggi - con 120 voti contro 60 - una mozione del "senatore" Benedikt Würth (Centro/SG).

Il "senatore" sangallese ha motivato la sua richiesta denunciando un vero turismo generato da coloro che beneficiano di tale statuto, a quanto pare sempre meno accettato dalla popolazione. A detta di Würth, alcuni cittadini ucraini rinunciano alla protezione per rientrare in Patria godendo dell'assistenza offerta dalla Confederazione, per poi rientrare in Svizzera e richiedere lo statuto S. Tutti ciò, secondo Würth, genera costi elevati.

Per questo, tale statuto dovrebbe venir revocato o non rinnovato se la persona interessata lascia la Svizzera per un certo periodo di tempo, se ha beneficiato dell'aiuto al rimpatrio o se ha ottenuto la protezione in modo abusivo.

Il Nazionale passa ora all'esame di una mozione della "senatrice" Esther Friedli (UDC/SG), che vuole limitare lo statuto S agli ucraini che vivono nelle regioni occupate dalla Russia o colpite dai combattimenti. Il testo chiede inoltre di revocare lo statuto S a coloro il cui ultimo luogo di residenza non si trovava in tali regioni (Donbass, per esempio), nonché ai cittadini non ucraini, ad eccezione dei rifugiati riconosciuti dall'Ucraina. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) propone di bocciare l'atto parlamentare della sangallese.