L'infezione Btv-3, che non è pericolosa per l'assere umano, provoca sintomi gravi, soprattutto negli ovini, tra cui febbre, infiammazione delle mucose, zoppia e aborti, ed è accompagnata da un tasso di mortalità anche molto elevato. La malattia ha spesso un decorso più lieve nei bovini, che però in alcuni casi possono presentare sintomi gravi e un calo della produzione di latte.
L'Unione europea ha una base giuridica che, in determinate circostanze, consente agli Stati membri di autorizzare l'uso di vaccini non omologati sul suo territorio. In Svizzera, invece, non esiste una base analoga. Da qui la necessità di legiferare, come chiesto appunto dalla mozione.
Va tuttavia ricordato che recentemente, in considerazione della grande urgenza e dell'elevato numero di aziende detentrici di animali interessate, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha concordato con l'autorità di omologazione dei farmaci, Swissmedic, di emanare una cosiddetta decisione generale, basata sulla legge contro le epizoozie, che consente alla Confederazione e ai Cantoni "di prendere i provvedimenti che, secondo la scienza e l'esperienza, sembrano atti a impedire l'insorgere o il diffondersi di un'epizoozia".
La decisione generale crea le basi giuridiche affinché i distributori di medicamenti veterinari possano importare vaccini contro il sierotipo BTV-3 e fornirli agli studi veterinari. Le Camere federali, esaminando il preventivo 2025 della Confederazione, hanno del resto appena deciso di stanziare 10 milioni di franchi per l'acquisto di tali vaccini.